La concorrenza internazionale si vince con la conoscenza
L'estate prossima, 45 studenti della Liuc andranno in Cina per conoscere la cultura e le tradizioni locali
Quarantacinque studenti di economia aziendale della Liuc si recheranno in Cina per motivi di studio. Si tratta dell’ultima idea sperimentale nata tra i muri dell’università Cattaneo.
Gli studenti frequenteranno la prestigiosa università di Shangai per capire l’economia cinese, la cultura e la mentalità di quel popolo, il diritto locale del commercio e la contrattualistica, le abitudini delle imprese cinesi. Uno stage per colmare una lacuna culturale che si è fin qui sottovalutata.
Antonio Colombo, vicepresidente della libera università di Castellanza, spiega, con la naturalezza che è propria di questo ambiente così dinamico e all’avanguardia, l’esperienza che gli studenti saranno chiamati a fare nei prossimi mesi: «Il mondo asiatico, quello medio orientale, fino a quello africano hanno un vantaggio competitivo enorme sull’Occidente: la nostra cultura, i nostri gusti, i nostri giudizi sono ben noti mentre noi non sappiamo nulla di quelle popolazioni».
Da questa semplice analisi, i docenti della Liuc hanno deciso di partire per tentare di arginare lo sbilanciamento. L’Occidente è ormai un libro aperto per tutto il globo: individuare i gusti e indovinare prodotti "da cassetta" è un gioco da ragazzi. I mercati del sud est asiatico, per contro, rimangono per noi un’incognita.
Per rompere il ghiaccio in questa sfida, la Liuc ha deciso di partire "all’assalto" del più agguerrito e spietato competitor internazionale: la Cina. «I nostri studenti entreranno in contatto con la realtà cinese, analizzando la sua struttura economica, imparando ad individuare i cardini della cultura e del pensiero popolare – spiega il vicepresidente Colombo (nella foto) – L’esperienza maturata ci servirà, in seguito, a capire il ritorno di simili iniziative che potrebbero essere replicate e ampliate».
Alla Liuc stanno, infatti, pensando ad approfondimenti analoghi in altri paesi del "Terzo Mondo" per mettere a punto strategie solide per le sfide del mercato globalizzato: «Il sud America, per esempio, è un territorio meno "preoccupante", se mi si passa il termine – afferma Antonio Colombo – la loro cultura, complice l’epoca coloniale, è più affine alla nostra. Vogliamo concentrarci su realtà effettivamente sconosciute».
Nella sua linea di sperimentazione, che l’ha già portata ad affrontare campi innovativi, la Liuc lancia la sua sfida, nel nome della competizione globale.
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