“Più libertà per l’università privata”
In occasione del'inaugurazione del quattordicesimo anno accamemico, il presidente della Liuc critica il sistema accademico troppo rigido che porta all'appiattimento

"L’Università è per antonomasia il luogo dell’innovazione, della ricerca, della sperimentazione. E’ per sua natura un luogo di frontiera. Deve essere aiutata ad espletare nel modo migliore proprio queste prerogative" Paolo Lamberti, presidente dell’Università Cattaneo di Castellanza, scende in campo per chiedere maggiore autonomia per il mondo accademico. E l’occasione è di quelle prestigiose: l’apertura del quattordicesimo anno accademico. Alla presenza del mondo politico e istituzionale provinciale, davanti ad esponenti dell’imprenditoria, il presidente lancia un appello in favore di un ateneo giovane ma effervescente, che ha bruciato le tappe conquistandosi un posto di rilievo nel panorama accademico italiano.
Nata nel 1991 per volontà del mondo industriale locale, la Liuc ha laureato fino ad oggi 3260 studenti. Dai trecentotre allievi iscritti ad una sola facoltà degli esordi, si è passati a 2700 studenti attuali, distribuiti su tre facoltà, con tre corsi di laurea triennale oltre a tre corsi specialistici, e 8 master universitari. Il sistema nato dalla riforma, comunemente definito "3 + 2", ha visto proprio a Castellanza un precursore, tanto che oggi i propri ingegneri con laurea specialistica sono ormai da un anno entrati nel mondo del lavoro.
La ricerca è stata subito terreno fertile dove far maturare idee e sperimentazioni, tanto che la Liuc si è guadagnata in pochi anni fama e rispetto sia a livello nazionale sia internazionale. Sua è la denominazione di "meta-distretti" adottata in regione Lombardia, suo è lo studio sulla situazione economica del luinese che ha permesso di ottenere l’intervento dei fondi strutturali europei, suo è il project financing per la realizzazione dei collegamenti autostradali Brescia-Milano.
Ma in Liuc le regole sono anche flessibilità, attenzione alle richieste del territorio, apertura verso nuove sfide: in quest’ottica si deve collocare lo stage che la prossima estate vedrà impegnati 45 studenti di giurisprudenza che si recheranno nella prestigiosa università di Shangai per capire l’economia cinese, la cultura e la mentalità di quel popolo, il diritto locale del commercio e la contrattualistica, le abitudini delle imprese cinesi.
Oggi, però, tanto fervore corre il rischio di soffocare in un sistema angusto: " L’Università è diventata per diversi anni luogo di parcheggio per i giovani e le risorse messe a disposizione degli atenei sono state utilizzate per rispondere ad esigenze logistiche – fa notare Lamberti (nella foto ) – Con la riforma del ciclo di studi intravediamo un altro rischio, quello dell’appiattimento per cercare di portare alla laurea tutti gli iscritti. Il valore legale del titolo di studio porta con sé l’uniformità dei curricula, il sistema di selezione del corpo docente, la durata dei corsi. Un sistema di rigidità che solo apparentemente sarebbero scalfite dalla cosiddetta "autonomia".
Un’autonomia che la Liuc si impegnerebbe a gestire sempre al meglio delle proprie potenzialità: "L’innovazione più importante – spiega il rettore Gianfranco Rebora (nella foto sotto) – sarà nella metodologia dell’insegnamento e nell’organizzazione complessiva della vita e dell’ambiente universitario. Quanto fatto sinora ha evidenziato che non tutti gli studenti riescono o sono riusciti a valersi fino in fondo del potenziale formativo che la Liuc esprime".

Una dichiarazione d’intenti che non può che trovare d’accordo il Presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni: " Sul fronte dell’innovazione siamo i primi in Italia, nel gruppo di testa in Europa, ma dobbiamo guardare avanti, in una competizione virtuosa con le migliori esperienze mondiali. La forza della Lombardia consiste nella sua dimensione plurale. Il sistema delle 12 università lombarde rappresenta un modello di offerta formativa articolata, libera, consentendo una competizione virtuosa. In questo senso vorrei riprendere la rivendicazione del valore del ruolo originario e non surrogatorio delle università non statali, per la costruzione di una rete di conoscenza e innovazione".
La Liuc inaugura il suo quattordicesimo compleanno: un’età delicata, di crescita, dove si scalpita per fare il salto, per liberarsi dai lacciuoli famigliari: " Talvolta abbiamo la sensazione che si guardi alle università libere come ad una surroga del servizio pubblico – conclude il presidente Lamberti – Senza, peraltro, le risorse pubbliche. Difendiamo la nostra matrice di Università libera. Chiediamo che gli spazi di libertà siano reali per poter corrispondere al meglio alla funzione che ci spetta: quella di essere un soggetto di innovazione continua".
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