Textile Day, la regia è di Vago e Tronconi
Due imprenditori tessili della provincia presentano una petizione al Governo
Si è svolto lunedì scorso il Textile Day, giorno dedicato alla presentazione di una petizione, al Governo e delle istituzioni locali, con la quale imprenditori e lavoratori del Tessile-Abbigliamento italiano hanno chiesto attenzione e sostegno ad un settore che sta attraversando un momento molto critico e richiede adeguate politiche industriali e commerciali per governare la globalizzazione.
La definitiva eliminazione delle quote all’importazione nell’Unione Europea, dal primo gennaio scorso, rende ancora più urgente la necessità di interventi per un commercio trasparente, equo e sostenibile, a salvaguardia di un settore che occupa nell’Unione Europea, a 25 paesi, 2.500.000 addetti in 170.000 imprese.
In Italia sono 552.000 gli addetti in 78.000 imprese e in provincia di Varese sono insediate 2.500 imprese per oltre 25.000 addetti. L’Italia, inoltre, è l’unico paese in Europa in cui è presente l’intera filiera tessile: dalle filature alle tessiture, dalla nobilitazione all’abbigliamento.
Non è un caso, allora, che la regia dell’operazione Textile Day sia stata varesina. Un’operazione condotta da due imprenditori locali: Marino Vago, già presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese e attuale vicepresidente di Confidnustria e Michele Tronconi vicepresidente dell’Unione Industriali varesina, oltre che vicepresidente dell’Associazione Tessile Italiana e vicepresidente di Euratex, l’organizzazione che raggruppa in Europa le associazioni nazionali del Tessile-Abbigliamento.
“Abbiamo fatto un’operazione senza precedenti – commenta Michele Tronconi -. In meno di un mese abbiamo raccolto in tutta Europa 325.000 firme tra imprenditori, dirigenti d’azienda, impiegati, tecnici, operai. Si sono messe a lavorare insieme le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, attorno ad un obiettivo condiviso. Presenteremo la petizione, a breve, all’attenzione dell’Unione Europea, perché ciò di cui ha bisogno in questo momento il Tessile-Abbigliamento richiede soprattutto interventi nel campo del commercio internazionale, dove l’Unione Europea ha competenza esclusiva. Ma siccome in Italia il settore ha un’incidenza superiore rispetto ad altri paesi della Comunità, abbiamo voluto anticipare la Petizione alle nostre autorità, sia del governo centrale, sia delle istituzioni locali. Da loro ci aspettiamo un sostegno alle nostre richieste a Bruxelles”.
“Le richieste di importazione di prodotti del tessile-abbigliamento nel nostro paese è aumentata del 500 per cento dall’inizio dell’anno e, per il solo settore calzaturiero, di oltre il 1.000 per cento – aggiunge Marino Vago -. L’incontro con il governo è stato molto costruttivo. Abbiamo posto delle domande, ci sono state date delle risposte e lo stesso governo ci ha chiesto una collaborazione per portare avanti delle iniziative. Credo che si possa sperare ancora in un forte settore tessile in Italia. In questi anno abbiamo perso delle quote, ma nelle produzioni meno nobili. Dobbiamo puntare sui prodotti con elevati contenuti di qualità, tipici della nostra filiera e difendere la peculiarità di un sistema produttivo che c’è in pochi paesi al mondo.”
E non è neppure un caso che sia proprio l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese ad aver realizzato un progetto, denominato “Grow up”, di rilancio del settore articolato su sei linee guida: penetrazione commerciale ed industriale nei paesi emergenti; tutela e rafforzamento dell’immagine; innovazione tecnologica; facilitazioni finanziarie; formazione delle risorse umane; valorizzazione delle qualità intrinseche del prodotto. Il progetto è stato presentato giorni fa nel corso d una conferenza stampa del presidente dell’Unione Industriali, Alberto Ribolla. E dal progetto si inizia subito a passare alle azioni concrete. Il prossimo venerdì 25 febbraio sempre nella sede dell’Unione Industriali si svolgerà un’altra conferenza stampa nella quale Piero Giardini, presidente del Confidi Varese, presenterà le formule di finanziamento specificamente predisposte dal consorzio di garanzia collettiva dei fidi, insieme ad alcuni istituti di credito convenzionati, per sostenere le imprese del Tessile-Abbigliamento in questa fase delicata.
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