Votare o non votare. Questo è il dilemma

Dopo Varese e Saronno, arriva al Teatro Auditorium Enrico Bertolino. L'appuntamento con "l'urna" è per mercoledì 23 febbraio

Che Enrico Bertolino fosse un comico sui generis, lo si sapeva da un pezzo. Consulente aziendalista apprezzato, ex enfant prodige a Zelig (come lui stesso dice: "poi abbiamo preso due strade diverse, e loro non mi hanno aspettato), il Nostro ritorna in teatro con uno spettacolo interamente incentrato sulle elezioni amministrative, in una piccola e non ben definità città. Candidati sindaco: Luigi Berto, per il PDSUSD (Partiti democratici delle sinistre unite – stavolta davvero), e Pietro Lino (CdL e affini, "un sindaco per amico").

E per le successive due ore e mezza la platea viene tenuta con il fiato sospeso, mentre Bertolino rimbalza continuamente da destra a sinistra, affrontando ogni tema caro alle due parti in campagna elettorale, prospettando slogan, promo televisivi, faccia a faccia, alternando momenti di esaltazione (quando i sondaggi presentano uno spread maggiore del 30%) a crolli psicofisici e stress da mancato sostegno da Roma.

Si ride, a volte amaramente, e si riflette. Si scopre che la Sinistra è un po’ come l’Inter, e la Destra come la Juve (ma a pagina 47 del manualetto "Un sindaco per amico – tutto quello che devi sapere per vincere le elezioni" c’è la lista dettagliata dei nemici, da Gigi d’Alessio alla Juve). Si vive con i due candidati ogni singola emozione pre-elettorale, si gioisce con loro per le vittorie, si ha compassione delle sconfitte ("mi fa una tenerezza, mi fa" dopo che i sondaggi danno Lino vincente con più del 70%; "quasi quasi dopo che mi eleggono sindaco lo adotto e me lo porto a casa"). In un calambour pirotecnico assistiamo spiazzati al susseguirsi di bordate, da una e dall’altra parte.

Se uno vuole le prime pagine dei giornali, l’altro si rivolge ad un’agenzia specializzata "Personality maker" (12.500 euro + IVA per ogni fax di suggerimento); se la Sinistra guarda a destra per la comunicazione, e finisce per innamorarsi della giornalista del Corsera spedita a seguire la "bagarre", la Destra guarda a sinistra per i programmi, salvo poi ricredersi dal momento di crisi "mistica" e ritornare al sano cinismo dell’amministratore: "prometti, prometti.. che tanto poi nessuno andrà a vedere se hai fatto o meno quanto promesso!"

Accompagnato da un tastierista e da una bassista, emblemi della spinta della base (Bandiera Rossa l’uno, Giovinezza l’altra), i nostri due candidati, mentre il count down all’election day punta rapido allo zero, sono sempre più sballottati, quasi galleggiano senza timone nel mare magnum dell’elezione, sopraffatti da una logica non loro della quale, forse, non sono nemmeno convinti.

E la gente? Bè… all’inizio del secondo atto la scena è del Gino Cozzi (pensionato, sempre fuori di casa perchè la moglie quando batte i tappeti solleva una polvere che gli fa venire l’asma), che vorrebbe solo che gli mettessero le panchine nel parco, visto che la Giunta precedente le ha levate ("m’han detto che le han levate perchè la notte ci vanno i drogati. Ma io dico: non potevi mica levare i drogati e lasciare le panchine?"), il quale, poveretto, non sa proprio da che parte voltare (o votare?)…

Morale? "Quando non sai cosa fare, parla al cuore degli indecisi! Loro ti faranno eleggere!" (opinione condivisa da entrambi gli schieramenti. Solo che la Sinistra per parlare al cuore fa uno slogan che suona più o meno così: "Per una città multietnica, multiculturale, dove le sinergie vengono sfruttate per una crescita di tutti, nessuno escluso, dove l’europeismo spontaneo ecologista è piattaforma comune per il rilancio, vota Pietro Lino!". E la Destra invece distribuisce profilattici con la scritta "NO AI-DS".)

Signori, domenica si vota. Nel segreto del seggio (dove peraltro non ci si siede) sarete solo voi a decidere il vostro destino. «E ricordate che qui non state dando la colpa a Zaccheroni se manda in campo 11 scarponi. Qui, la vostra rosa, la scegliete voi!»
Cala il sipario, la serata è finita. «All’uscita del teatro c’è una scatola che vi sembrerà di aver già visto. Signori, si vota.»

Teatro Auditorium di Cassano Magnago
Mercoledì 23 febbraio ore 21.15

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Pubblicato il 21 Febbraio 2005
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