«Busto esca dal suo isolamento»

L'invito, autorevole, del presidente della Provincia Marco Reguzzoni al convegno "Büsti Grandi" - Stati Generali della Città

Era stato promesso qualcosa di importante ed importante lo è stato il convegno "Büsti Grandi – Patto per la Città partecipata", gli Stati Generali della Città di Busto Arsizio. Se non per le novità emerse, l’importanza dell’incontro è stata confermata dalla quantità di temi affrontati e dalla partecipazione numerosa di enti e associazioni di vari ambiti e di politici e amministratori anche di livello non strettamente locale.

Alcuni degli interventi ascoltati nella Sala Tramogge dei Molini Marzoli hanno colto nel segno problemi di non poco conto; il convegno non si è dunque risolto, come alcuni temevano, in una semplice passerella per l’amministrazione.

Nella sua introduzione il Sindaco Luigi Rosa (foto) ha voluto ricordare la figura del professor Marco Biagi, caduto sotto il piombo brigatista il 19 marzo 2002, quale pioniere della revisione del diritto del lavoro nel senso della flessibilità. «Così come Biagi voleva regole concordate senza imposizioni dall’alto, così gli Stati Generali della Città servano da strumento per superare la distanza tra istituzioni e cittadini» si è augurato il primo cittadino, orgoglioso della folta presenza di pubblico e relatori.

La progettualità condivisa è stata una delle chiavi di lettura principali del convegno, come già l’anno scorso; e di questa progettualità è emblema lo strumento del PISL, il Piano Integrato di Sviluppo Locale. Su questo punto non è mancato un preciso, se pur velato, richiamo da parte di Viviane Iacone, rappresentante della Regione Lombardia. Nel lodare il PISL come modello di programmazione territoriale concordata – come già prima di lei Maria Cristina Porta del Polo Scientifico Tecnologico Lombardo – Iacone ha osservato che il PISL di Busto Arsizio rappresenta «un caso anomalo»: uno strumento nato per affrontare esigenze sovracomunali applicato ad un singolo Comune, sia pure di grosse dimensioni.

Ma la bacchettata più diretta è arrivata da una direzione inattesa. Marco Reguzzoni, presidente della Provincia di Varese e bustocco doc, ha posto con chiarezza il problema a suo avviso fondamentale: Busto recuperi la capacità di dialogo con il resto della provincia, capacità che le compete e le è necessaria, per storia, posizione e dimensioni, ed esca, inoltre, dall’attuale condizione di isolamento. Reguzzoni naturalmente non ha mancato di complimentarsi con la Giunta Rosa per le iniziative avviate in città (Polo Urbano Integrato su tutte) e ha rilanciato l’idea di creare in Busto un polo universitario presso la Cascina dei Poveri, nel quartiere di Beata Giuliana. «PSTL, Centrocot, ma anche il BAFF (Busto Arsizio Film Festival) possono trovare sedi alternative; e vari edifici cittadini possono essere riattati per ospitare queste ed alte istituzioni. Per Busto sono pronti 35 milioni di euro per tutti questi lavori, perchè la Provincia crede fermamente in uno sviluppo policentrico. Busto però deve aggregare, non restare in posizione marginale».

L’intervento di Angelo Belloli per la Camera di Commercio è stato incentrato sulle opportunità economiche offerte dalla Nuova Fiera di Rho-Pero e da Malpensa (di cui Belloli ha denunciato il «mancato sviluppo, con 3 milioni di passeggeri in meno dal 200 al 2003»); per la Compagnia delle Opere Altomilanese Angelo Candiani ha invece insistito sul recupero dello spirito imprenditoriale, quell’«Io per lo sviluppo» senza il quale non si cresce. Naturalmente Candiani ha anche posto l’accento sulla sussidiarietà, in tempi in cui «le risorse pubbliche non bastano a dare risposta ai bisogni», e quindi sulla sburocratizzazione e l’apertura ai privati nei servizi.

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Pubblicato il 19 Marzo 2005
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