Como, Varese e Milano unite per proteggere il tessile

Asse comune fra le tre province a difesa dell'occupazione. Tra gli obiettivi della provincia, creare uno spazio espositivo permanente a Malpensafiere

Un’azione forte a sostegno del settore tessile, moda e abbigliamento sotto pressione per la concorrenza asiatica dopo la completa liberalizzazione del mercato approvata in sede Wto-World trade organization. E’ quanto è stato deciso, in occasione dello sciopero nazionale di 4 ore proclamato dai lavoratori tessili,  dai presidenti delle Province di Milano, Filippo Penati, Como, Leonardo Carioni, e Varese, Marco Reguzzoni, che hanno convocato per i primi di aprile una riunione di tutti gli europarlamentari eletti in Lombardia per concertare le iniziative da portare avanti in sede di Parlamento europeo e di Commissione Ue a difesa del made in Italy.

Di fronte a un aumento esponenziale, come indicano i primi dati sull’import-export, delle importazioni tessili dai paesi asiatici, e dalla Cina in particolare, le tre Province manifestano preoccupazione per la perdita di quote di mercato delle imprese nazionali e per il pericolo di ulteriori riduzioni di posti di lavoro. Ritengono indispensabile avviare un’azione comune per fare pressing sulla Commissione Ue affinché assuma un impegno forte per sostenere il settore, nel rispetto di regole certe e condivise in tutto il mercato.

I presidenti delle tre Province considerano prioritarie le seguenti mosse: il governo nazionale e l’Ue devono attivarsi affinché anche nei paesi asiatici siano tutelati i diritti dei lavoratori e salvaguardato l’ambiente; sia effettuato un serio monitoraggio dell’andamento del settore dopo la liberalizzazione del mercato; siano intensificati gli sforzi a sostegno del made in Italy mediante l’introduzione nella Ue dell’obbligo di etichettatura “made in …” su tutti i prodotti tessili, di abbigliamento e anche calzature provenienti dai paesi terzi; siano inasprite le sanzioni contro la contraffazione dei marchi.

«E’ ora di costruire un grande fronte tra le istituzioni locali, nazionali e comunitarie – ha detto il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati – per promuovere con efficacia il rilancio del settore tessile». «E’ importante puntare sull’innovazione – ha aggiunto l’assessore provinciale al lavoro, economia e Alto Milanese, Luigi Vimercati – e sulla formazione professionale per dare un futuro al settore e una prospettiva di occupazione stabile ai lavoratori».

«Non possiamo – ha affermato il presidente della Provincia di Varese, Marco Reguzzoni – e non vogliamo accettare il declino di un settore che è la nostra storia ma anche il nostro presente. Era ora che  si creassero le condizioni per un intervento che possa non solo salvare ma anche rilanciare questo importante patrimonio».

«Contro il dumping sociale della Cina – ha sostenuto a sua volta il presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni – chiediamo alla Ue di intervenire per un’effettiva tutela in quel paese dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente, e per il pieno rispetto delle regole di concorrenza leale».

La Provincia di Varese sta lavorando con le Province di Milano e Como perché il Salone del Tessile (la cui prima edizione si è tenuta alla fine di gennaio al centro esposizioni MalpensaFiere di  Busto Arsizio) possa diventare un’esposizione permanente e itinerante fra i tre territori provinciali.

 

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Pubblicato il 08 Marzo 2005
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