La Svizzera non ha paura della Cina

Swissminiatur, con diversi partner elvetici, si fa promotrice di una serie di iniziative culturali e commerciali

La Svizzera è tra i primi tre paesi, insieme alla Francia e all’Italia nei sogni turistici dei cinesi. Oggi nella Confederazione elvetica sono già presenti 18mila studenti provenienti dalla Cina e il flusso di presenze registrerà continui aumenti.
I segnali di attenzione verso il grande paese asiatico sono ormai continui.  In questi giorni è uscito il primo numero di Swiss China today, un giornale scritto e pensato per i cinesi presenti nel Canton Ticino. Sono partiti una serie di corsi con un’impostazione propria della scuola cinese. La Camera di commercio cinese  sta ricercando diversi professionisti per lavori sia presso l’ente che in Cina. Ma le iniziative non si fermano ai soli aspetti culturali o legati al mondo scolastico. 
Una collaborazione tra la Camera di commercio cinese a Lugano e Swissminiatur sta producendo i primi effetti concreti.
Il popolare parco di Melide, grazie alla mente vulcanica del suo patron Domenique Vuigner , si è fatto promotore di un piccolo cartello di realtà ticinesi per promuovere in modo concreto il turismo elvetico. Ne fanno parte il centro per shopping, Fox Town, l’Alprose per il cioccolato e il museo di Herman Hesse, che è un autore molto amato in Cina tanto che una sua quindicina di testi sono già stati tradotti negli ideogrammi.
«Nei prossimi anni oltre cento milioni di cinesi inizieranno a viaggiare con una grande capacità di spesa. – a parlare è Domenique, – Tanti sono quelli ricchi  che potranno permettersi di uscire dalla Cina. È un fenomeno che è appena partito, ma che già da dei precisi segnali. La nostra intenzione è quella di portare una buona quota di questi a visitare anche la nostra terra. Per farlo dobbiamo però prevedere delle offerte che contengano pacchetti di proposte interessanti sia da un punto di vista culturale che commerciale».
L’incontro con Guang Yang, presidente della Camera di commercio cinese in Svizzera, ha rappresentato la svolta per Swissminiatur. «Siamo stati in Cina e abbiamo subito fatto un gemellaggio con il loro più importante parco in miniatura che ha alcune centinaia di milioni di visitatori all’anno. A fine novembre parteciperemo alla fiera del turismo di Kunming  con un grande stand sui prodotti svizzeri. Intanto è previsto un altro viaggio per partecipare sempre alla fiera del turismo a Pechino a giugno». Operazioni concrete che intendono aprire le porte in modo attento alla realtà cinese. Un’attenzione che sarà palese già dalla sua riapertura stagionale prevista per il 19 marzo, dove da mtà aprile a luglio, nel parco di Melide sarà possibile effettuare un piccolo viaggio nella cultura cinese. Una serie di iniziative che prevedono una mostra fotografica, la storia delle bacchette tanto famose con cui si mangia in Cina, delle presentazioni culturali di aspettidi vita cinese e le proposte di alcuni piatti tradizionali. Tutte iniziative interessanti per ogni età, ma soprattutto rivolte ai bambini e ai ragazzi. Un pacchetto offerta a dieci euro che comprende ingresso, pranzo cinese e un omaggio di una favola cinese.
«Noi siamo molto aperti alla collaborazione con il resto dell’Insubria. Dobbiamo allargare i confini perché se è vero che ci divide una frontiera, è anche vero che questa per la Cina non significa niente. Noi siamo piccolissimi e per intercettare tanta di quella ricchezza che può arrivare occorre afre accordi e unirsi. Per questo crediamo importante stringere accordi con Varese, Como e Milano».
Quasi un appello che speriamo non resti isolato e considerato solo uno dei tanti bei desideri. Da noi la Cina sta sollevando tanto dibattito, ma quasi sempre incentarto sul "pericolo giallo". In Ticino, un paese davvero accerchiato e che dovrebbe preoccuparsi ogni secondo di quello che altri decidono, si guarda avanti e si studia e lavora per trarre anche benefici dai nuovi scenari mondiali.

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Pubblicato il 10 Marzo 2005
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