Magnano fa da scudo alla squadra: «Colpa mia, mi vergogno»
L'allenatore della Casti Group si assume la responsabilità della sconfitta. Ma i giocatori non sono esenti da colpe
«Dopo la partita di questa sera provo vergogna. La Pallacanestro Varese, la sua squadra e la sua storia, non meritano questi risultati. Non stiamo giocando bene e me ne assumo tutte le responsabilità, perché in questi casi la colpa è dell’allenatore».
È onesto e lapidario Magnano nel postpartita. Difende i suoi giocatori, funge da parafulmine calamitando su di sé tutte le critiche che inevitabilmente piovono sulla disarmante Casti Group di questo periodo. Anche in uno dei momenti peggiori della sua carriera, sicuramente il più difficile da quando è a Varese, l’allenatore argentino non si scompone. Al contrario dimostra grande dignità e disponibilità, presentandosi educato come sempre in conferenza stampa e prendendosi colpe anche non sue.
Se infatti Magnano ha precise responsabilità per il gioco sterile ed alcune scelte di panchina discutibili, alcuni giocatori non sono certo esenti da critiche. Infortuni a parte, i protagonisti del brillante inizio di stagione sono ora fiacchi nell’approccio mentale alla partita prima ancora che nelle gambe. Nolan – 4 punti con 2/10 al tiro e meno 8 di valutazione – ha giocato la sua peggior partita in biancorosso, mentre Becirovic è ormai da parecchie gare che sembra l’ombra del giocatore ammirato nel girone d’andata.
In queste condizioni, capita così che una squadra come Avellino praticamente priva di lunghi e senza grandi stelle metta alle corde una Varese allo sbando. «Hanno limitato bene Ffriend raddoppiandolo in post basso – prova a dare una spiegazione tecnica Magnano – mentre in attacco il quintetto basso ci ha messo in difficoltà: faticavamo a tenere gli uno contro uno e quando ci siamo messi a zona ci hanno punito col tiro da tre».
Avellino si gode quindi questo successo esterno, inaspettato ma sicuramente meritato: «Abbiamo vinto tre quarti su quattro – afferma l’allenatore macedone Zare Markovski – siamo stati davanti per trenta minuti. Sono contento perché tutti i giocatori sono stati determinanti, a sprazzi ognuno ha dato il suo contributo».
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