Criniti è pronto al rientro: «Con Sehic e Croci possiamo farcela»
Il fantasista biancorosso ospite della redazione di VareseNews: «Varese è stata la scelta giusta»
Antonio Criniti, fantasista del Varese, è la punta di diamante della rosa biancorossa 2004/2005. Arrivato nel gennaio di quest’anno dalla Lodigiani, Criniti ha alle spalle una lunga carriera professionistica, nella quale ha calcato a più riprese il palcoscenico della serie A.
Cresciuto nelle giovanili del Catanzaro, diventa professionista proprio con la squadra calabrese. E proprio a Catanzaro viene notato dai dirigenti del Cagliari, che lo portano in serie A alla corte di Mazzone. Dopo tre anni in rossoblù, inizia il suo girovagare tra B ed A giocando, tra le altre, con Palermo, Brescia, Reggina, Triestina, Catania e Perugia.
Ecco l’intervista al calciatore calabrese, ospite della redazione di VareseNews insieme al d.s. biancorosso Silvio Papini.
Criniti, dopo una lunga carriera in squadre professionistiche, come è arrivato alla decisione di approdare al Varese?
«A 35 anni non ho fatto calcoli sul mio passato. Sono molto legato alla famiglia Sogliano sin dai tempi della Sambenedettese, poi il blasone della società e di chi la rappresenta, come il d.s. Papini, ha fatto il resto».
Come ha trovato il salto di categoria dalla C2 all’Eccellenza?
«Si sente molto. Le squadre di Eccellenza lasciano giocare poco, e per questo ho avuto alcune difficoltà iniziali. Per quanto riguarda le altre squadre, non ho trovato giocatori di qualità superiore, sebbene il Fanfulla schieri nelle sue fila elementi con una certa esperienza, come Dellagiovanna, che come me ha militato tra i professionisti».
Quali sono le sue aspettative per questo finale di campionato?
«Non amo fare né proclami né previsioni. Abbiamo una squadra forte, e se non fossimo partiti in ritardo, avremmo vinto il campionato senza grossi problemi. Al momento del mio arrivo, la società ha svolto un ruolo determinante nell’accettarmi e nel mettermi delle condizioni di giocare bene. Non è un caso se abbiamo una striscia aperta di diciannove risultati utili consecutivi».
Pensa che i suoi partner d’attacco Sehic e Croci possano aver un futuro tra i professionisti?
«Penso che abbiano entrambi buoni prospettive per giocare in una categoria superiore. Sehic è sicuramente pronto per il salto di categoria, ha delle qualità tecniche e fisiche notevoli. Croci vede bene la porta, ma deve ancora migliorare dal punto di vista tattico».
E il suo rapporto con mister Mangia?
«Avendo tre anni meno di me, inizialmente non è stato facile. Ci siamo però accorti di avere le stesse idee e siamo quindi riusciti a stabilire un buon rapporto. In campo faccio fruttare la mia esperienza dando anche dei consigli tattici, soprattutto agli attaccanti».
Tra i tanti allenatori che ha avuto, con quale si è trovato meglio?
«Sicuramente con Mazzone a Cagliari. Mi ha fatto maturare soprattutto come uomo. A livello tattico, penso che Mandorlini, Colantuono e Orrico siano stati i miei migliori allenatori. La città che mi ha dato più emozioni è senza dubbio Reggio Calabria: tifo e ambiente fantastici».
Tornando al Varese, pensa di rimanere in biancorosso anche la prossima stagione?
«Non posso negare che ho diverse proposte, ma fino ad ora non ne ho vagliata alcuna. Certo che qui mi trovo bene, la società ha investito tanto su di me e se i dirigenti sono d’accordo, a me piacerebbe rimanere».
Qual è il suo rapporto con la città?
«Culturalmente ho trovato Varese molto diversa rispetto alle tante città del Sud nelle quali ho vissuto. Qui però si può lavorare con tranquillità, e questo è molto positivo per un calciatore. È per lo stesso motivo che in estate ho scelto la Lodigiani, squadra romana dove l’ambiente è davvero ideale per giocare a calcio».
È reduce da un lungo infortunio, a quando il suo ritorno in campo?
«Domenica dovrei giocare un tempo, per poi tornare a pieno regime nella partita contro il Gavirate. Devo però essere molto cauto e non forzare i tempi, anche perchè con il caldo la fatica si farà sentire maggiormente».
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