Domotica, la casa intelligente in Ticino è già realtà
Dal controllo dell'illuminazione al riscaldamento. Ma anche soluzioni che permettono ai disabili di vivere normalmente la loro casa
«Se trent’anni fa vi avessero detto che tutte le automobili avrebbero avuto i finestrini elettrici, non ci avreste creduto. Immaginatevi oggi, fermi ad un semaforo che con difficoltà girate una manovella del vetro per chiedere un’informazione ad un passante… Un giorno anche la domotica sarà un fatto culturalmente consolidato in tutte le case». Iniziamo dalla fine, cioè dall’intervento di chiusura di Mauro Sala (Fide System), intervenuto al Lugano Communication Forum nel convegno dedicato alla domotica. Un incontro interessante per la ricchezza di spunti e soprattutto per le case history presentate: dalle applicazioni per i disabili, illustrate dall’architetto Luca Bertoni della (FTIA), alle soluzioni per la sicurezza di Sergio Lo Faro (Sisac), fino alle prospettive del settore illustrate da Michele Broggini (EPFL).
«La contestualizzazione degli interventi – ha detto il moderatore dell’incontro, Valerio De Giorgi, direttore di Ticino management – rende l’argomento domotica estremamente realistico e affascinante»
Oggi non siamo così lontani da quel consolidamento culturale auspicato da Sala, ma le resistenze maggiori sulla domotica riguardano i costi. «Le oscillazioni del prezzo – ha spiegato Nicola Bagnovini, responsabile informatico della Società svizzera costruttori – con l’applicazione della domotica alle costruzioni ammontano in media al 3 per cento in più. È chiaro che per costruire in modo intelligente è centrale il ruolo del committente e la sua sensibilità, in sinergia con il progettista, gli artigiani e i fornitori. C’è poi un dovere di aggiornamento dei professionisti e degli artigiani sui nuovi prodotti, perché per poter consigliare si deve conoscere. Non bisogna dimenticare che la domotica ha anche importanti applicazioni non solo nell’edilizia privata, ma anche nelle opere del genio civile. Sensori nelle dighe e nelle costruzioni di calcestruzzo avvertono anche un minimo spostamento».
Notevoli passi avanti si sono fatti anche nelle interfacce, cioè quei dispositivi che ci permettono di azionare i comandi. Internet ha aperto orizzonti inaspettati fino a un decennio fa. «Ricordo che una volta – racconta Bagnovini – andai in una baita in alta Valle Maggia, a quota 1200. Appena entrato sulla destra notai un palmare. Il proprietario, che lì ci andava solo nel fine settimana, azionava il riscaldamento dalla sua postazione a valle. Così quando arrivava trovava la baita calda e accogliente».
Se spesso le applicazioni della domotica sono complesse e sofisticate, per l’affermazione di questa nuova concezione nelle costruzioni non si puo’ rinunciare a due qualità: l’accessibilità e la semplicità di utilizzo. Due parametri indispensabili, ma non sempre presenti nelle soluzioni proposte.
Costruire in modo intelligente significa anche risparmiare energia, come ha spiegato Alberto Mornico, della Fide System . «Applicare la domotica in ambito residenziale vuol dire ridurre di 4 volte rispetto al normale il consumo di energia. Con la centrale di domotica si possono monitorare continuamente i consumi e adattarli alla nostra presenza o assenza nell’abitazione». Uno studio di Svizzera Energia, presentato durante l’incontro, dice che l’illuminazione incide per il 4 per cento, gli elettrodomestici per l’8%, il riscaldamento per il 75 %, le motorizzazioni per il 14 %, l’acqua per il 12%. Se poi utilizziamo l’impianto di condizionamento il consumo energetico aumenta del 25%. Tutta l’energia risparmiata viene utilizzata per altri bisogni.
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