Il mistero dei lampi gamma e la missione Swift

Lunedì 2 maggio il dottor Stefano Covino dell'Osservatorio di Brera-Merate ospite del Gruppo astronomico tradatese

Nuovo ciclo di incontri proposto dal Gat-Gruppo astronomico tradatese, che ha deciso di dedicare tutto il prossimo mese di maggio ai temi più attuali della moderna ricerca astrofisica.
Da non perdere l’appuntamento in programma lunedì prossimo, 2 maggio, alle 21 al Cine Teatro Grassi. Sarà ospite del Gat il dottor Stefano Covino dell’Osservatorio Brera-Merate, per una conferenza sul tema "In volo a caccia di lampi gamma", dedicata alla missione del satellite Swift, una collaborazione americano-anglo-italiana il cui nome inglese significa "rondone", per le sue caratteristiche di  velocissimo catturatore  di lampi gamma.

"Si spera – spiegano gli esperti del Gat – di trovare con il satellite Swift una risposta definitiva ad uno dei più grandi enigmi dell’astrofisica moderna:  quello relativo  alla vera natura degli eventi più  energetici che esistono nell’universo  dopo il Big Bang, vale a dire, appunto,  i lampi di raggi gamma  (GRB)".

I GRB si  producono all’improvviso in  galassie lontanissime (durano da 1 secondo a  qualche decina di secondi) emettendo  nel breve tempo della loro esistenza  un’energia davvero abnorme: qualcosa come  l’intera Via Lattea in una trentina  di anni!  Si pensa  che  questa  immane emissione di energia sia legata  alla formazione di buchi neri: ciò avverrebbe  in conseguenza dell’esplosione di stelle  di grandissima massa (GRB di decine di secondi) oppure, in conseguenza della fusione di  due stelle di neutroni (GRB di 1-2 secondi).

Stefano Covino, specialista  in astrofisica delle alte energie,  è stato  negli anni passati uno dei grandi protagonisti che hanno contribuito a  dipanare il   mistero dei GRB. Sua, in  particolare, una scoperta che ha fatto il giro del mondo  nel maggio 1999, in occasione di un GRB violentissimo esploso  il 10 maggio  nella costellazione australe del  Camaleonte. Utilizzando  il primo dei quattro telescopi giganti da 8,2 metri , da meno di un mese diventato completamente operativo in cima  al Cerro Paranal, in Cile, Covino riuscì  a scoprire che  la post-luminescenza  emessa da quel GRB proveniva da 7 miliardi di anni luce di distanza ed era  polarizzata, ossia dovuta   ad elettroni  che spiraleggiavano a velocità prossima a quella della luce in un intenso campo magnetico (si parla, tecnicamente, di processo di sincrotrone).

Proprio questo dato  importantissimo ha dato il là  all’interpretazione di questi fenomeni  come dovuti  alla nascita, nel cosmo lontanissimo, di buchi neri.  Essendo comunque i GRB  fenomeni di  brevissima durata, rimane  fondamentale  individuarne quasi in tempo reale la  precisa posizione nel cielo. Ecco quindi il significato  di Swift, un satellite  di grandissime potenzialità che, lanciato il 20 novembre 2004, è diventato completamente operativo a partire dal 5 aprile scorso. Swift, che fa seguito al lavoro pionieristico  effettuato fino alla fine degli anni 90 dal satellite italiano BeppoSAX, è in grado di scoprire almeno 200 GRB all’anno, determinandone nel contempo posizione e distanza.  Per la parte italiana della missione  Stefano Covino  è il principale responsabile della gestione  e dell’analisi dei dati.  Dati che arrivano copiosi: Swift infatti ha già catturato una trentina di "lampi", alcuni dei quali dalle caratteristiche assolutamente peculiari.

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Pubblicato il 29 Aprile 2005
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