La firma per gli aiuti al tessile è realtà
E stata sottoscritta dalle parti sociali presso la sala del consiglio provinciale. Per la cassa integrazione ad artigiani e Pmi previsti 15 milioni di euro
Stavolta è fatta: la firma l’hanno davvero messa tutti. E ora i quindici milioni di euro (cinque in più di quanto i modesti varesini avevano chiesto al ministro) per gli ammortizzatori sociali nelle piccole aziende e nelle imprese artigiane nei settori tessile-abbigliamento, moda, calzaturiero e meccano-tessile sono un fatto.
Lo ha annunciato oggi il ministro del welfare, Roberto Maroni, sottoscrivendo nella sede della Provincia di Varese il documento tecnico col quale si dà sostanza al provvedimento che ha vigore dal primo gennaio di quest’anno e si protrae fino al 31 dicembre 2006. Attorno al tavolo, con la Provincia e la Camera di Commercio, tutte le principali associazioni di categoria dell’impresa, grande, piccole e artigianale e i sindacati oltre ai rappresentanti della Regione Lombardia.
L’accordo prevede che il Ministero assicuri “anche in deroga alle vigenti normative” tutte quelle forme di sostegno ai lavoratori e alle imprese con meno di 15 dipendenti nei settori più colpiti dalla crisi del tessile. Per l’industria manifatturiera provinciale un’importante sollievo, considerato che il solo tessile-abbigliamento e l’industria calzaturiera assorbono, con il meccano-tessile, oltre l’11 per cento degli occupati in provincia di Varese.
«E’ la prima volta che Varese e il suo territorio ottengono un provvedimento di questo rilievo. Per questo sento il dovere di ringraziare personalmente il ministro per l’attenzione dimostrata così come la Lega Nord per il risultato che oggi otteniamo» ha commentato il presidente della Provincia di Varese, Marco Reguzzoni, che ha fatto da guida e sprone del tavolo in particolare nelle ultime settimane. L’intesa sottoscritta a Varese segue di pochi giorni quelle già raggiunte a Prato, a Bergamo, in Piemonte o a Vigevano.
Quello tessile è sempre stato uno dei punti di forza dell’industria provinciale, ma che nel corso degli anni ha subito drastici ridimensionamenti. Basti pensare che nel 1981 gli addetti del solo comparto tessile-abbigliamento-calzaturiero erano poco meno di 57 mila, scesi nel 2001 a 31.300. La caduta delle barriere doganali, avvenuta il primo gennaio di quest’anno, verso i prodotti manifatturieri cinesi ha dato in pochi mesi un’ulteriore spallata ad un settore già in difficoltà.
«Dal primo gennaio di quest’anno alla fine di febbraio – ha ricordato Maroni – dunque in soli due mesi l’import di prodotti tessili dalla Cina è cresciuto del 1.500 per cento. Non ci vuole molto per comprendere quale reale pericolo ciò rappresenti per le nostre imprese».
Hanno sottoscritto l’accordo col Ministero l’agenzia regionale del lavoro, la Provincia, la Camera di Commercio di Varese, l’Associazione cristiana Artigiani, l’Associazione delle piccole e medie industrie, l’Associazione artigiani della provincia, la Confederazione nazionale dell’artigianato, l’Unione degli industriali (Univa), Cgil-Cisl-Uil, e le associazioni di categoria del tessile dei tre sindacati, Filtea Cgil, Femca Cisl e Uilta
Dal punto di vista pratico, sarà la Provincia, di concerto con le associazioni partecipanti, a consentire l’erogazione della cassa integrazione straordinaria richiesta dalle aziende, ma svolgerà anche un ruolo di primo piano nel monitoraggio e nella rilevazione dei meccanismi di erogazione della cassa integrazione da parte dell’Inps e nella verifica dei tempi.
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