Lo spaziale mondo di Rambaldi
Alla Fondazione Bandera una mostra sul padre di ET
“Se la vita di Ulisse fu sconvolta da un viaggio in nave da Troia ad Itaca, molto più umilmente la mia vita cambiò rotta per un viaggio in treno dal mio paese natio, Vigarano Mainarda in provincia di Ferrara, a Roma”. Così scrive Rambaldi, esprimendo il desiderio che i visitatori di questa mostra riescano a partecipare ai suoi sogni “navigando con la mente nel futuro, nello spazio e nel tempo”. Il creatore di fantastici effetti speciali, il padre di E.T., Alien e infinite altre creature, inizia infatti la sua attività come pittore. E la pittura, negli anni, nonostante gli importanti successi raccolti nel mondo del cinema, rimane il modo più libero per dar forma alle immagini che la fervida fantasia di Rambaldi continua a creare. La mostra “Carlo Rambaldi. Atmosfere spaziali” in corso alla Fondazione Bandiera fino al 29 maggio all’interno delle manifestazioni del Busto Trizio Film Festival offre l’occasione per avventurarsi tra ruderi spaziali, architetture extraterrestri, piattaforme volanti, astronavi rocciose, isole volanti, città spaziali. Alla base degli scenari cui i film fantascientifici ci hanno abituato scopriamo questi dipinti tersi, forma perfetta dei sogni di un uomo capace davvero di navigare con la mente “nel futuro, nello spazio, nel tempo”.
La carriera artistica di Rambaldi è ricostruita attraverso documenti, progetti, fotografie. Non manca il pupazzo semovente di E.T. e il meccanismo della bocca di Alien. Steven Spielberg ha scritto: “ Io sono un uomo che sogna per vivere e nei miei film vado avanti e indietro tra la realtà e la fantasia. È grazie ad artisti come Carlo Rambaldi che riesco a rappresentare sullo schermo i miei sogni e a farvi partecipare tutti. Grazie Carlo, sei un genio con il cuore più grande di E.T.”.
Carlo Rambaldi è noto al grande pubblico per la genialità dei suoi effetti speciali per il cinema, dote che gli è valsa l’attribuzione di tre premi Oscar. Nato in provincia di Ferrara nel 1925, si laurea all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1951. L’interesse per la meccanica del movimento, scaturito in lui già durante l’infanzia, si rivela una costante del suo lavoro e lo porta ad approfondire, in parallelo all’attività artistica, studi di elettromeccanica e di anatomia. Come pittore, riceve importanti riconoscimenti. Donne del Delta, un suo dipinto del 1952, sembra anticipare la morfologia del futuro E.T..
Trasferitosi a Roma, vi lavora per circa vent’anni, collaborando a film storici e a sceneggiature fantastiche o del genere horror, con registi come Ferreri, Fellini, Pasolini, Monicelli, Argento. Ma è a Hollywood che ha potuto realizzare i suoi sogni, rendendo possibili film un tempo inimmaginabili, come King Kong di Guillermin, Alien di Scott, Dune di Lynch, Incontri ravvicinati del terzo tipo e E.T. l’Extraterrestre di Spielberg
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