Operatori umanitari? Da oggi anche per gioco
Presentato a Bologna Food Force, videogame voluto da World Food Programme per insegnare ai più piccoli cosa significa la fame
Guidare convogli umanitari in mezzo al deserto, scaricare casse di cibo e medicinali da un elicottero in volo, pianificare la distrubuzione degli aiuti umanitari sul globo terrestre. Ci tengono quelli del World Food Programme a chiarire bene che non si tratta solo di un gioco. E ‘ infatti la scritta "not just a game, are you ready?", la prima cosa che salta agli occhi quando si apre la pagina iniziale di Food Force, il videogame voluto da Wfp per insegnare ai bambini dei paesi ricchi cosa significa la fame.
Scaricabile gratuitamente dall’omonimo sito, il gioco, pensato per avvicinare i più piccoli al lavoro svolto ogni giorno dagli operatori umanitari delle Nazioni Unite, è indirizzato alla fascia d’età otto-tredici anni.
Presentato alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna, Food Force è stato sviluppato in collaborazione italo- britannica tra la londinese Paythree e la romana Deepend. Articolato in sei missioni il videogame prevede lo sviluppo di diversissime azioni umanitarie sotto la guida di una squadra Onu. Accuratezza, velocità e capacità decisionali vengono premiate con punti extra. Alla fine di ogni missione compare un video, che spiega come si sarebbero comportati i veri professionisti.
Operatori umanitari per gioco, dunque. Un metodo pedagogico innovativo? Forse. Istruttivo sicuramente sì.
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