Picasso: una vita dedicata all’arte
Note biografiche di un grande maestro
Pablo Picasso ha avuto una vita lunghissima; nato a Malaga nel 1881, attraversa come una meteora la scena artistica del XX secolo morendo a Cannes a 92 anni. Il padre, don José Ruiz Blasco è insegnante di disegno e conservatore del museo cittadino; dalla madre Maria Picasso y Lopez di origine genovese prenderà il nome d’arte.
A soli 10 anni lascia la sua città natale per seguire il padre in Galizia, dove sotto la sua guida si dedica al disegno da gessi anatomici. Dipinge dal modello vivo, prediligendo come soggetti figure di vecchi, nature morte e paesaggi.
Si trasferisce prima a Barcellona e poi a Madrid, dove frequenta l’Accademia Reale di San Fernando. Nei primi anni del 1900 si trasferisce a Parigi dove studia le stampe giapponesi ed El Greco, quindi i preraffaelliti inglesi e la grafica tedesca.
Conosce il gallerista Ambroise Vollard, che gli organizza una mostra nella sua Galleria in Rue Laffitte. Incomincia a firmarsi “Picasso”, eliminando il cognome Ruiz. Incontra il poeta Max Jacob (1876-1944) e ne diventa amico. Nel 1902 inaugura il periodo blu (1902-1903) caratterizzato da soggetti di cupo pessimismo come la povertà, la vecchiaia, la solitudine. Frequenta i salotti parigini dove conosce gli scrittori Guillaume Apollinaire (1880-1918), Alfred Jarry ed André Salmon.Nel 1905 inizia il cosiddetto periodo (1905-1906): i soggetti preferiti sono gli artisti del circo ed i saltimbanchi. Conosce, attraverso Gertrude Stein, Henri Matisse e scopre la scultura africana. È affascinato dalla pittura di Cézanne e dall’arte negra, che studia approfonditamente.
Nel 1907 conosce Georges Braque e André Derain. Dopo un’intensa sperimentazione, dipinge Les Demoiselles d’Avignon (New York, The Museum of Modern Art), testo figurativo basilare del cubismo, ispirato dalla statuaria iberica e dalla scultura africana ed egiziana. Durante i soggiorni ad Horta de Ebro, dove dipinge paesaggi dai volumi ridotti a solidi geometrici, frazionando le superfici; inaugura il cosiddetto cubismo analitico (1909-1914), in stretto sodalizio con Georges Braque. Nel 1911 va per la prima volta negli Stati Uniti dove il fotografo Alfred Stieglitz, presenta nella sua galleria di New York una esposizione di ottanta fra disegni e incisioni di Picasso, che suscita grande scalpore.
Nella sua ricerca artistica abbandona progressivamente il colore e nel 1912 espone nella prima mostra dei pittori cubisti a Parigi. Fanno parte del gruppo: Suzanne, Raymond e Marcel Duchamp, fratelli del pittore Jacques Villon, Delaunay, Fernand Léger. Rompe la relazione con Fernande Olivier e incontra Marcelle Humbert (Eva), celebrata in una serie di dipinti.
Nel 1917 ompie un viaggio in Italia a seguito della compagnia di Cocteau e visita Roma Napoli, Pompei e Firenze, traendo dall’antico indicazioni per una ripresa figurativa: è l’inizio del periodo neoclassico (1917-1925). Nel 1925 partecipa alla prima mostra del gruppo surrealista accanto a Paul Klee, Miró, Arp. L’anno successivo comincia a disegnare a carbone figure di bagnanti con forte modellato. Dall’esperienza dei collage derivano i tableaux-reliefs, oggetti composti da frammenti e scarti eterogenei (oggetti trovati come camicie, strofinacci, chiodi, spaghi), poi sviluppati a livello plastico. La guerra civile spagnola segna l’attività di Ricasso e su commissione del governo repubblicano spagnolo dipinge, per l’Esposizione Internazionale di Parigi, Guernica (Madrid, Museo Nacional, Centro de Arte Reina Sofia), ispirata dal tragico bombardamento del paese basco da parte dei nazisti il 27 aprile del 1937.
Durante la guerra Picasso, si stabilisce a Royan per poi tornare a Parigi. Dopo che per
anni, proprio a causa della guerra, aveva dovuto rinunciare alla grafica, si dedica nuovamente alla litografia e lavora nell’atelier del tipografo parigino Fernand Mourlot, conosciuto tramite Braque. Dipinge, a seguito della scoperta dell’orrore dei campi di concentramento nazisti.
Negli anni sessanta lavora sul tema del “pittore e la sua modella” e nel 1967 si apre al Grand Palais e al Petit Palais di Parigi una grande retrospettiva.
Dopo aver continuato a dipingere il suo ultimo quadro, Femme nue couchée et tête, l’8 aprile 1973 muore nella sua casa di Mougins (Cannes).
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