A ciascuno il suo

ll presidente di Confindustria Luca Cordero di Mantezemolo ha fatto, all’assemblea pubblica annuale tenutasi a Roma il 26 maggio 2005, un discorso che ha suscitato molto scalpore. Ha detto, con franchezza e anche con durezza, come stanno le cose secondo lui e, sotto molti aspetti, anche secondo noi. Ha messo sotto accusa il mondo della politica, sia il governo sia l’opposizione. Il presidente del Consiglio Berlusconi ha, come da programma, preso la parola ma ha pronunciato poche secche frasi di circostanza: c’è la possibilità per tutti noi di uscire da questa situazione difficile, dobbiamo crederci, lavoriamo insieme, e ce la faremo. Punto. Ha parlato meno di trenta secondi.
Il vice presidente del Consiglio Fini era uscito non appena Montezemolo aveva finito di leggere la relazione, che aveva poi definito come di parte, poiché non v’era neanche un cenno alle colpe e alle miopie delle imprese.
Mi chiedo quale sia il senso di questi rituali. Il presidente di Confindustria ha detto cose che da tempo sono dette e scritte sui giornali. La situazione è grave, anzi gravissima, la peggiore dal dopoguerra, ha detto. Tocca alla maggioranza e all’opposizione impegnarsi su cinque grandi fronti: scuola e sistema educativo, ricerca e innovazione, infrastrutture, concorrenza, semplificazione burocratica, ha continuato. Certo che sono d’accordo. Anzi, bisognerebbe aggiungere anche altri campi, altre sfide, in cui il sistema politico deve dare il meglio di sé: la giustizia, la sicurezza, la salute, la tutela del territorio.
Ci chiedevamo del senso di questi riti. E’ una predica, le cui esortazioni molti di noi già conoscono, che viene da un pulpito autorevole. E i destinatari hanno incassato, anche non mascherando la stizza, ma poi tutto probabilmente tornerà come prima. Queste prediche possono essere melliflue, accomodanti, ambigue, di superficie oppure dure, chiare, fondamentali. Questa ha avuto le ultime citate caratteristiche.
Vediamo i ruoli dei personaggi.
L’impresa, e quindi l’imprenditore. La sua prima missione è quella di generare profitti nel rispetto delle leggi, di consolidarsi e di svilupparsi. Non ha necessariamente una funzione sociale; ha una funzione economica.
L’associazione di categoria, e quindi la Confindustria. Interpreta e tutela gli interessi delle imprese associate.
L’opposizione. Deve stimolare la maggioranza, controllarne l’operato, prepararsi a diventare maggioranza.
La maggioranza, e il governo che esprime. Deve governare. Individuare i problemi, formulare delle soluzioni, realizzarle controllandone la corretta attuazione e la validità. E questo all’unico scopo di tendere al miglioramento della qualità della vita di tutti, delle generazioni presenti e delle future. Il Governo ha tutti i mezzi che necessitano per svolgere queste funzioni. Ha la struttura, i funzionari, gli uffici studi, l’organizzazione. E i mezzi economici del bilancio statale approvato. Dovrebbe anche avere intelligenza e onestà intellettuale.
E infine c’è l’ultimo personaggio, quello cui fa riferimento il primo articolo della Costituzione italiana: il popolo, al quale appartiene la sovranità, da esercitarsi nelle forme e nei limiti della Costituzione. E questa sovranità la esercita eleggendo a scadenza i propri rappresentanti nel potere legislativo.
Alla domanda sopra formulata riguardo a questi riti rispondiamo che sensibilizzano e contribuiscono ad informare il popolo sui problemi che esistono, sulle ipotesi di soluzione, sulle azioni intraprese e sui loro risultati.
La responsabilità appartiene al Governo, che ha, come si suole dire, l’onore e l’onere di provvedere. Poi, nella fumosità di certe spiegazioni, ognuno può dare un contributo alla chiarezza delle analisi: la relazione del presidente di Confindustria, l’articolo di un giornale, uno studio universitario, un discorso parlamentare, un’intervista e ogni pensiero espresso in qualsiasi forma.
A scadenza, l’ultimo personaggio sopra elencato, il popolo sovrano, avrà modo di esternare il suo giudizio maturato nel frattempo. Che Dio ce la mandi buona!

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Pubblicato il 28 Maggio 2005
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