Bilancio in attivo per Rfi
Risultato industriale positivo per 1,4 milioni di euro
Riceviamo e pubblichiamo
L’Azionista in assemblea ha approvato oggi il bilancio 2004 di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) SpA, la società dell’infrastruttura del Gruppo Ferrovie dello Stato. Il progetto di bilancio era stato approvato dal Consiglio d’Amministrazione di RFI lo scorso 4 aprile.
Il bilancio del 2004 presenta un risultato industriale (Mol, Margine operativo lordo) positivo per 1,4 milioni di euro, un risultato operativo negativo per 33 milioni di euro, un risultato ante imposte positivo per 27 milioni di euro e un risultato netto positivo per 310mila euro.
I ricavi ammontano a 2 miliardi e 341 milioni di euro e i costi a 2 miliardi e 340 milioni di euro. Gli investimenti nel corso dell’esercizio sono arrivati a 6.632 milioni di euro, comprensivi di quelli relativi al programma Alta Velocità/Alta Capacità che sono stati pari a 4.247 milioni di euro (di cui 4.113 milioni di euro per l’asse Torino – Milano – Napoli) con un incremento di circa 1 miliardo di euro rispetto al 2003.
Il bilancio relativo all’esercizio 2004 della Società, dunque, ha registrato un sostanziale pareggio, in linea con le prescrizioni normative. Si tratta di un traguardo particolarmente significativo, anche in considerazione del fatto che RFI ha raggiunto il sostanziale equilibrio a livello di risultato netto.
Nella valutazione, occorre tenere presente che il risultato industriale (MOL) positivo è dovuto in gran parte all’efficacia degli efficientamenti gestionali connessi alla rivisitazione del processo produttivo ed industriale che hanno compensato anche la diminuzione dei contributi da Stato, pari a 75 milioni di euro rispetto allo stanziamento inziale della Legge Finanziaria 2004, determinati con DL n. 168 del luglio 2004 (il cosiddetto decreto Tagliaspese).
Il livello complessivo degli investimenti infrastrutturali realizzati, pari a 6.632 milioni di euro, rappresenta il valore più alto mai raggiunto nella storia della Società. Questo valore attribuisce a RFI e, in generale, al Gruppo Ferrovie dello Stato il ruolo di più importante investitore a livello nazionale.
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