Guttuso secondo Pellin

In mostra al Chiostro del Bramante di Roma opere della fondazione Pellin di Varese

Appassionato  collezionista ma prima di tutto grande amico di Renato Guttuso. Francesco Pellin, imprenditore della provincia di Varese, nella sua vita ebbe una passione a senso unico per la produzione del maestro di Bagheria. Conosciuto a Velate, dove Guttuso aveva lo studio, il rapporto tra i due fu fin da subito di reciproca stima e fiducia. Negli anni Pellin, scelse ed acquistò con cura numerose opere pittoriche riuscendo ad allestire un’importante collezione. Grazie ad una mostra itinerante, che dopo la tappa  milanese alla Fondazione Mazzotta è allestita al Chiostro del Bramante a Roma, le opere sono ammirabili dal pubblico. L’esposizione, curata da Enrico Crispolti, rappresenta un osservatorio privilegiato per ricostruire l’itinerario artistico, intellettuale e morale di Guttuso e presenta 77 dipinti e 47 che costituiscono il fulcro della Fondazione Pellin.

La collezione, attraverso capolavori e testi capitali per la sua vicenda creativa, documenta la ricerca pittorica di Guttuso dall’intensità espressiva del momento formativo, nell’affacciarsi agli anni Trenta, al vitalismo rinnovato della stagione sua ultima, oltre la piena maturità. Una nata da un profondo legame d’amicizia con l’artista, da una sorta di esclusivistico innamoramento culturale, che ha portato ad un impegno collezionistico del tutto mirato, divenuto quasi una “missione” in un’evoluzione di interesse dall’attualità del suo lavoro alle vicende storiche di questo.
In particolare è composta da significatine “nature morte” degli anni Quaranta – fra realismo organolettico e narrativo postcubista (quali Natura morta con drappo rosso, 1942, e Grande natura morta con la scure, 1947) -, da personaggi del “realismo sociale”, e poi di quello “esistenziale” degli anni Cinquanta (come Pescatori in riposo, 1950, e Uomo che mangia gli spaghetti, 1956), a situazioni del suo particolare “realismo memoriale” e di libertà evocativa visionaria (quali Armadio realista, 1966, importante pagina dell’Autobiografia, o Stiratrice e ragazzo di Caravaggio, 1974, o i grandi nudi degli anni estremi: Gineceo 1, 1985, e Gineceo 2, 1986, e Nudo – Ombra di Allen Jones, 1985).
La collezione Pellin inoltre può vantare la presenza di due opere di grandi dimensioni “Van Gogh porta l’orecchio tagliato al bordello di Arles”, 1978, o ancora “Spes contra spem”, 1982. Quest’ultimo è un quadro di grande bellezza e intensità: una grande allegoria autobiografica fondata sul passo acuto della memoria che costituisce il maggior teatro pittorico guttusiamo degli anni fra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta; l’esito più intenso e maggiormente felice dell’ultima sua stagione creativa.
Il catalogo edito da Mazzotta contiene i testi del curatore e riproduce a colori tutte le opere esposte.

RENATO GUTTUSO. OPERE DELLA FONDAZIONE PELLIN

Dal 16 marzo al 5 giugno 2005

Chiostro del Bramante, via della Pace – Roma

Orario: Tutti i giorni 10- 20, sabato 10 – 24.00, domenica 10 – 21.30, Lunedì chiuso

www.chiostrodelbramante.it

 

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Pubblicato il 19 Maggio 2005
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