“Il responsabile delle risorse umane”
Questo racconto di Abraham B. Yehoshua non è da mettere tra quelli "salvavita", ma certo dà una bella spazzolata all’anima
Il contesto nel quale vive e opera Yehoshua non può non condizionare anche il lettore più lontano e indifferente ai problemi di una Gerusalemme ferita in una Palestina divisa ma questo non toglie, anzi aggiunge, nella precarietà dolorosa di quel vivere quotidiano, oggettività e universalità ai suoi romanzi. In questo suo ultimo si racconta l’impresa del responsabile delle risorse umane di una fabbrica israeliana che si incarica (diventandone "responsabile" a tutti gli effetti) di riportare il corpo di una ex dipendente, rimasta uccisa nell’attentato sul Monte Scopius, nel suo villaggio natale, in un paese lontano appartenente all’ex impero sovietico. Il viaggio vuole essere una riparazione dell’azienda alla sua presunta indifferenza alla morte della donna, fatta oggetto di uno scoop da un giornalista senza scrupoli, ma diventa un viaggio di rinascita sentimentale per il protagonista, fino ad allora chiuso nel suo guscio di quotidiana durezza.
I simboli e le allegorie di cui il racconto è disseminato (suggeriti dal sottotitolo: Passione in tre atti), presentano qua e là qualche smagliatura – la "rinascita" del responsabile delle risorse umane sembra una variante di quella de L’eletto di Mann e più di una pagina rimanda all’ambiguità erotico-sentimentale delle opere del grande autore tedesco – ma la prosa è cristallina, resa ancora più seducente dall’invenzione di brevi resoconti corali dei testimoni delle varie tappe del viaggio di espiazione e dall’assenza di nomi propri:l’unico nome dichiarato dal narratore è proprio , per una sorta di contrappasso, quello della donna colpevolmente "dimenticata" nell’obitorio di Gerusalemme.
Forse questo racconto non è da mettere tra quelli "salvavita", come pure è stato scritto ma certo dà una bella spazzolata all’anima , consentendo al lettore di fare sua la discesa nell’abisso e la resurrezione del protagonista e dei suoi accompagnatori: il "serpente", il fotografo, la console e suo marito, il figlio della donna, gli autisti, mentre anche quelli rimasti a Gerusalemme, il proprietario della fabbrica, le segretarie, la figlioletta del dirigente, partecipano di lontano a questa singolare via crucis con la loro efficienza e solidarietà umana. Sono queste le "risorse" su cui è indispensabile contare per dare una speranza non solo a una terra insanguinata ma all’umanità intera.
Il responsabile delle risorse umane
Abraham B. Yehoshua
Einaudi
258 p
€ 17,00
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