«La democrazia, ormai, ha tradito tutti i suoi presupposti»
Intervento di Massimo Fini al Vivalibro 2005
È la democrazia il migliore dei sistemi possibili? A sentire Massimo Fini, giornalista e scrittore che collabora con Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e Il Gazzettino, si direbbe proprio di no. In occasione di Viva Libro 2005, presentando la sua ultima opera Sudditi. Manifesto contro la democrazia, Fini si dimostra più che mai acuto osservatore e fustigatore dei nostri tempi. Lo scrittore, con un’appassionata ricostruzione della mondo di oggi, scuote la certezza della bontà del sistema di governo che l’Occidente ritiene di dovere esportare anche con la forza.
«La democrazia, ormai, ha tradito tutti i suoi presupposti. Ogni sistema, in sé, è più o meno buono: ma quando la democrazia ha aggredito gli altri e ha cercato di imporsi è, di fatto, diventata una forma totalitaria e mi ha spinto a riflettere. Si tratta, dal mio punto di vista, di un regime di minoranze organizzate, oligarchie politico-economiche e, perché no, criminali, che schiacciano l’individuo. La vera rappresentanza rimane un’utopia: basti pensare che tutti i candidati politici vengono scelti dall’alto, dai partiti: per l’elettore non c’è una vera libertà di scelta. Anche il voto, che dovrebbe essere uguale per tutti, in realtà non lo è: cento persone che si mettono d’accordo valgono più di mille che votano liberamente».
L’attacco di Fini non segue dunque le linee tradizionali che accusano la democrazia di essere un governo dei mediocri o di non aver realizzato l’uguaglianza sociale: è un attacco più profondo, che parte dall’interno stesso del sistema.
«I programmi di governo sono quasi esercitazioni folcloristiche: tra parola e atto passa talmente tanto tempo che il cittadino si dimentica di quanto gli era stato promesso. In questo senso non c’è libertà. La stessa Costituzione non viene rispettata: si pensi all’articolo che prevede la guerra come strumento di difesa del territorio e non di offesa. Come si può spiegare, allora, l’intervento in Jugoslavia? Gruppi organizzati hanno deciso per tutti».
Quali le soluzioni a questa situazione?
«La Storia continua e la democrazia non è definitiva. Quando si romperà il sistema produttivo ed economico in cui viviamo, di cui la democrazia è involucro legittimante, l’uomo recupererà le sue radici e la sua libertà. Per ora, si tratta di aspettare».
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