La Liuc: un ateneo all’avanguardia, con i piedi per terra
Presentate all'università Cattaneo le novità formative per il prossimo anno. Al via un progetto sperimentale per "imparare a comportarsi in azienda"
La si potrebbe chiamare "L’università delle tre C: competenza, capacità e comportamento". La Liuc, da 15 anni apprezzato ateneo del panorama italiano sempre pronto a sperimentare e ad innovare secondo le esigenze del mondo del lavoro, dal prossimo anno accademico varerà il progetto "Skills and Behaviour", un programma destinato a tutti gli studenti delle tre facoltà trasversalmente, che punta a far emergere e a sviluppare le capacità relazionali del singolo, le sue doti di socializzazione, ma anche le sue abilità espositive e comunicative. Come ben conoscono gli studenti Liuc grazie ai tanti incontri con manager di grandi gruppi italiani e stranieri, ormai nelle grandi aziende i neo laureati devono trascorrere un periodo di formazione per imparare a "stare in azienda". Non solo nozioni tecniche e scientifiche, ma anche umanistiche. Il progetto, che quest’anno viene proposto in modo sperimentale e libero, si compone di una serie di corsi tra cui lo studente può scegliere a seconda delle sue inclinazioni e preferenze: «Non è facile far coincidere questo impegno con le attività curricolari – ha commentato il presidente della Liuc Paolo Lamberti – ma è un’opportunità unica per migliorare le capacità personali al fine di entrare nel mondo del lavoro con autonomia, consapevolezza e padronanza».
Ancora innovazione, quindi, ma anche sperimentazione nell’offerta formativa dell’Università Cattaneo che, nella sua vita pur breve, ha già ispirato alcune delle riforme che hanno modificato l’università italiana negli ultimi anni: «Quando presentammo la proposta per avviare la facoltà di giurisprudenza – ha ricordato l’amministratore delegato di Liuc, Antonio Colombo – fummo bocciati perché avevamo previsto un percorso in cinque anni. Allora, la facoltà si articolava in 4 anni e così dovemmo compattare il percorso. Poi, fu introdotta la formula 3 + 2 ma, con l’ultima riforma che entrerà in vigore dal prossimo anno, il percorso di giurisprudenza sarà su cinque anni».
Innovazione, sì, ma sempre con i piedi per terra, come ama ripetere lo staff dirigenziale di Liuc.
Alla Cattaneo sono iscritti 2.600 studenti, a cui si devono aggiungere circa 200 partecipanti ai master e un centinaio di ragazzi che, a rotazione, giungono a Castellanza dall’estero grazie ad una delle oltre 80 convenzioni che Liuc ha stretto con atenei di tutto il mondo. La percentuale di occupati dopo la laurea è elevatissimo: «E badate bene – ha sottolineato il presidente Lamberti – che, nonostante quello che si immagina, la percentuale di laureati che va a lavorare nell’azienda di famiglia è del 12%».
Sin dai primi anni di attività, Liuc ha fondato la sua filosofia sul rapporto stretto con il territorio e il suo tessuto economico-sociale senza dimenticare il contesto internazionale: La Liuc ha la più alta percentuale di studenti con esperienze all’estero ( il 50% degli iscritti contro una media nazionale del 12%) ospita nella sua residenza alberghiera molti ragazzi provenienti dall’estero a cui offre corsi in lingua inglese, accessibili anche ai coetanei italiani, ha già varato corsi curricolari obbligatori in lingua inglese e presto varerà un intero corso di laurea, ha sviluppato una rete di contatti con il mondo produttivo circostante che assicura molteplici opportunità di stages in azienda.
Le tre facoltà principali, economia, giurisprudenza ed ingegneria gestionale, pur diversificandosi nel percorso di studi, presentano un approccio univoco modellato sulla base del tessuto economico- sociale dove si svilupperà la competenza singola: «Lo studente di giurisprudenza – ha chiarito il preside Mario Zanchetti – anche se vorrà abbracciare l’attività forense, non può fare a meno di saper leggere un bilancio o di sostenere una conversazione in inglese".
"Quello che vogliamo fare alla Liuc – ha esemplificato Giacomo Buonanno , preside di ingegneria – è fornire agli studenti gli strumenti per affrontare il mondo del lavoro con competenza. Noi diamo loro i mezzi adeguati perché riescano ad essere competenti per circa un decennio, m poi forniamo loro il metodo per rimanere all’altezza di una situazione in continua evoluzione».
Al di là delle piccole o grandi innovazioni introdotte dell’offerta formativa, Liuc ribadisce la sua impronta di università di sperimentazione e innovazione nell’ottica di preparare gli strumenti ad affrontare ogni sfida si presenti di fronte: «Noi non siamo l’università del certificato ma delle competenze – ha ricordato Buonanno – Gli anni in università sono molto importanti perchè si gettano le basi del futuro. E’ un investimento per la vita e noi ne siamo profondamente consapevoli».
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