Legambiente compie 25 anni
Il 20 maggio 1980 nasceva a Roma la maggiore associazione italiana per la protezione dell’ambiente, simboleggiata dall'inconfondibile cigno verde
Era il 20 maggio 1980 quando, nello studio di un notaio romano, quattro soci fondatori firmarono i documenti necessari a creare una delle associazioni più celebri nella storia dell’ecologia italiana. Stiamo parlando, ovviamente, di Legambiente, l’associazione simboleggiata dal cigno verde, che ha dispiegato le sue ali ben 25 anni fa.
Da quei tempi per il Cigno Verde è passata molta acqua sotto i ponti, tra grandi vittorie per l’ambiente e la sofferta ricerca di una proprio fisionomia indipendente dall’Arci, dalla quale è nata. Una delle prove più difficili, e formanti, per l’associazione è stata quella, vinta, contro il nucleare. Grazie anche a grandi manifestazioni, infatti, il gruppo riuscì ad accumulare le firme necessarie ad indire il referendum, che ebbe un esito ben noto. Una vittoria non da poco, eppure si trattava di un gruppo con ben pochi fondi, sicuramente meno “forte” di quanto lo è oggi.
La via di sviluppo, allora, fu quella locale, che mirava a parlare con un linguaggio semplice anche alle piccole realtà. Così, piano piano, quello che poteva sembrare solo un brutto anatroccolo si trasformò in un bellissimo cigno. Lo stesso cigno che ora campeggia su campagne importanti, a favore non solo della natura ma anche della cultura italiana. Uno dei caratteri distintivi di Legambiente, infatti, è stata la sua dimensione trasversale, una prospettiva decisamente adatta per passare dalla vecchia concezione di ecologia naturale a quella di ecologia umana, fatta di concetti nuovi come lo sviluppo sostenibile.
Oggi, a 25 anni dalla sua nascita, l’organizzazione appare nel pieno vigore della sua gioventù, portando avanti campagne importanti come quella per la demolizione degli edifici abusivi, che deturpano il paesaggio delle nostre coste e costituiscono un esempio di lampante illegalità e disprezzo per le esigenze collettive. Oppure la partecipazione ai Forum sociali ed internazionali, senza perdere mai la propria vocazione “local”. Ma anche la celebre “Guida blu”, diventata ormai un must per il turismo nazionale, che ha avuto il merito non secondario di spingere gli italiani a capire come il loro patrimonio naturale sia una vera e propria risorsa da tutelare nella sua bellezza e integrità.
Recentemente, poi, Legambiente si è anche distinta nella sua lotta contro il progetto del ponte sullo stretto di Messina, giudicato inutile quanto rovinoso per l’impatto ambientale. Insomma, il mondo cambia, ma non la voglia di proteggerlo: auguri al Cigno Verde, ed alle sue tante uova pronte a schiudersi.
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