Piove inquinamento

All’Insubria una giornata di studio sulla gestione delle acque piovane

Anche le acque piovane inquinano. A prima vista potrebbe sembrare un’esagerazione, ma le piogge (tecnicamente acque meteoriche di dilavamento), investendo il territorio, si arricchiscono di sostanze contaminanti di varia natura (nitrati, fosforo, pesticidi) e le convogliano nei corsi d’acqua e nelle fognature.


A porre sul tavolo la questione sarà la giornata di studio “Gestione delle Acque Meteoriche di Dilavamento” organizzata dal Dipartimento Ambiente Salute Sicurezza dell’Università degli Studi dell’Insubria. Collabora all’evento l’Università di Brescia, presso cui si è costituito nel 1998 un Gruppo di lavoro sulla Gestione degli Impianti di depurazione, che riunisce ricercatori universitari e tecnici del settore e da un anno si occupa dei temi legati alle acque meteoriche di dilavamento.

Inoltre, precisa Giordano Urbini, direttore del Dipartimento Ambiente-Salute-Sicurezza dell’Università dell’Insubria, «la maggior parte delle fognature pubbliche sono di tipo misto, ovvero convogliano sia i liquami che le acque piovane. I depuratori non sono in grado però di trattarne l’intera portata per ragioni di carattere idraulico.

Ne deriva che una quota rilevante di inquinamento viene “recapitata” direttamente nei fiumi, laghi e nel mare. Il problema, dobbiamo inoltre ricordare, riguarda anche le acque che investono le superfici industriali. Anche in questo caso si determina un arricchimento di sostanze contaminanti che non può essere tollerato senza applicare specifici interventi depurativi».

I relatori della giornata studio, coordinata dal dottor Carlo Collivignarelli, proporranno interventi legati ai diversi aspetti del problema: impatto ambientale, normativa e problematiche applicative, progettazione e gestione dei sistemi di fognatura e degli impianti di depurazione. Al termine una tavola rotonda permetterà un confronto tra i punti di vista degli addetti ai lavori.

La giornata, in programma venerdì 6 maggio nell’Aula Magna di via Dunant 3, dalle 9, prevede la presenza di giuristi, ricercatori universitari e tecnici, per dare vita a un quadro completo della situazione. «Ciò che si vuole mettere in luce – sottolinea Urbini – è soprattutto l’esigenza di un approccio organico integrato, tecnico e normativo, per affrontare il problema. Non è possibile infatti elaborare leggi efficaci sulla materia senza conoscerne a fondo tutti gli aspetti tecnici».

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Pubblicato il 04 Maggio 2005
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