Prorogata la mostra omaggio a Vivi Papi

A poco più di un mese dalla scomparsa il Liceo Artistico dedica una mostra omaggio al grande fotografo varesino

Visto il grande successo di pubblico la mostra omaggio a Vivi Papi organizzata dal Liceo Artistico di Varese è stata propogata fino al 22 maggio 2005, nei consueti orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00.

Era il “fotografo” del Sacro Monte ma in molti lo ricordano per la sua discrezione e gentilezza. Vivi Papi per quarant’anni ha vissuto nel borgo sopra Varese dedicando la maggior parte della sua arte fotografica agli scorci, agli angoli più nascosti e ai panorami del Varesotto. A poco più di un mese dalla sua prematura scomparsa il Liceo Artistico di Varese dedica a questo grande fotografo una mostra omaggio, riproponendo le 40 foto che Papi aveva donato alla scuola in occasione della mostra realizzata nel 2003 presso lo Spazio Rossi nella sede del Liceo. Un atto di grande generosità anche perché rappresentava la selezione migliore del suo vasto archivio. «Io sono solo un fotografo – ci raccontava Vivi Papi in quella occasione- alcuni amici hanno lavorato per allestire la mostra e sembro una celebrità. Ho cominciato a coltivare la passione per la fotografia fin da giovanissimo, quando mio padre mi diede in mano la sua Leica, lasciandomi piena libertà di espressione».

Se è vero che dietro la semplicità c’è Dio, allora è giusto affermare che dietro la fotografia e lo sguardo di Papi c’è molta spiritualità. La sua ricerca della perfezione coincideva sempre con la semplicità, con una lettura nitida e trasparente che era anche il suo modo di vivere, così abbarbicato al suo Sacro Monte eppure così aperto e accogliente con l’altro. La sua vita e la sua opera erano pervase da un senso di libertà ereditato dal padre, che lo aveva abituato fin da piccolo a pensare autonomamente. «Mio padre alle elementari non mi ha mandato a scuola perché c’era il fascismo – raccontava Papi -. Ero una specie di piccolo selvaggio, ma che capiva il senso della libertà e il rispetto della natura. Il sacro Monte era bellissimo, c’erano molti pascoli e una natura quasi incontaminata». 

Non aveva un modello a cui si ispirava e spesso era l’ambiente, un tramonto, un riflesso sul lago a indicargli la via da seguire.
Al suo funerale, i grandi della fotografia sono arrivati di prima mattina e sotto una pioggia battente al santuario del Sacro Monte per rendergli omaggio. 
«La nostra salvezza è la bellezza», amava dire con il sorriso sulle labbra.  Una parte di quella salvezza la dobbiamo a lui.

La mostra rimarrà aperta fino al 14 maggio tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00.

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Pubblicato il 19 Maggio 2005
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