Bilancio sociale: niente costi e ricavi ma fatti e risultati
Presentato alla Facoltà di economia dell'Insubria, il primo bilancio sociale del Cesvov e di altre associazioni di volontariato
Che cos’hanno in comune la Protezione civile Augustus di Busto Arsizio, la Polisportiva handicappati e l’Avis di Varese?
Dire che tutte e tre sono associazioni di volontariato è una risposta quasi scontata, quello che forse non tutti sanno è che queste tre associazioni hanno scelto un modo davvero notevole e per niente banale, per far conoscere la loro attività e per arrivare con poche ma efficaci parole dritti all’animo di chi si vuole conquistare: il bilancio sociale.
Niente costi e ricavi da confrontare, nessuna attività o passività da far quadrare, in questo caso a fine anno contano sono solo fatti e risultati e non si parla più di “quanto” ma di “come”.
Come si può valorizzare l’attività di un volontario, quali sono i traguardi raggiunti e in che modo sono state impiegate le risorse?
Per gli operatori del Centro servizi per il volontariato di Varese (Cesvov), che questo pomeriggio all’Insubria di Varese ha presentato il suo primo bilancio sociale, tutte queste domande non sono delle novità.
«Abbiamo iniziato a parlare di bilancio sociale nel 2002, anche se allora era più difficile comprendere cosa fosse esattamente questo strumento piuttosto che la sua rilevanza pratica. In ogni caso capivamo che l’attività dei volontari procurava un enorme vantaggio sociale e perciò doveva essere valorizzata, così come dovevano essere diffusi i risultati effettivi conseguiti al termine di ogni anno. Prima di promuovere l’utilizzo di questo strumento tra le organizzazioni di volontariato della provincia era però necessario crearci una nostra esperienza» così Maurizio Ampollini, direttore del Cesvov, ha raccontato i primi passi di questo progetto che nella sua realizzazione ha potuto contare sull’appoggio di un partner qualificato, la Facoltà di economia dell’Insubria di Varese.
Nel 2003 le collaborazione con l’ateneo varesino, precisamente con il Centro di ricerche su etica negli affari e responsabilità sociale (CREARES), si è intensificata e si è concretizzata nella realizzazione di un corso dedicato ai bilanci sociali e curato da alcuni docenti della facoltà, che ha permesso anche al Cesvov di redigere il suo bilancio sociale.
«Il bilancio sociale ha delle caratteristiche che lo rendono importantissimo per le associazioni di volontariato – ha spiegato Cristiana Schena, docente della facoltà di economia e del corso – realizzarlo è quasi una sfida: non è obbligatorio ma richiede tempo, impegno e attenzione. In contropartita ha però degli enormi vantaggi: è uno strumento che permette di comunicare efficacemente e con trasparenza, riesce a dar luce alle ricadute sociali e ambientali dell’attività dell’associazione e moltiplica le sue occasioni di visibilità».
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