In mostra il viaggio di Aurel Ionescu

Tra gli appuntamenti dell’estate varesina anche l’esposizione “Le vie del Sacro”, che raccoglie le icone dell’artista rumeno

Uno degli appuntamenti più interessanti per l’estate di Varese sarà sicuramente l’esposizione “Le vie del Sacro”, ospitata al Salone Estense dal 16 al 21 di giugno. Per una provincia che ospita il Sacro Monte la metafora della via del sacro è ben familiare, se interpretata come un percorso faticoso e contemplativo, che ci avvicina a quello di Cristo sul calvario. Ma esiste un’altra via di ricerca del Sacro, fatta di pannelli di legno, gesti precisi e pennelli dorati. Stiamo parlando dell’iconografia, un’arte legata alla chiesa orientale ma che, almeno in origine, faceva parte anche della cultura cristiana occidentale.

La mostra di Salone Estense ospiterà proprio delle icone, quelle dell’artista contemporaneo Aurel Ionescu. Di fronte a questo tipo d’arte, spesso, ci fermiamo solamente a contemplare la bravura dell’artista, e la preziosità dei colori. In realtà dietro ad un’icona c’è molto di più. Chi dipinge un’icona, l’isografo, infatti non è solo un pittore, ma anche un mistico. Il suo lavoro  consiste nel “cancellare la propria presenza”, svincolando la propria opera d’arte dalle sue mani, e dalla sua personalità. Ogni isografo può iniziare a dipingere una nuova icona solo dopo molti giorni di preghiera, e deve conoscere una precisa serie di convenzioni e simmetrie geometriche. Per questo, spesso, le icone sembrano molto simili: in esse scompaiono le velleità del pittore, mentre prevale il messaggio divino. Quindi, mentre i pittori europei hanno cercato per secoli di dipingere la realtà, quella svincolata dal punto di vista, in fondo hanno fatto lo stesso gli artisti orientali, ma con l’obbiettivo ben più alto di dipingere il trascendente.

E così ha fatto anche l’autore delle icone di questa mostra, Aurel Ionescu, che ha dedicato tutta la sua vita alla ricerca dell’immagine della divinità. Nato a Bucarest nel 1951, dopo gli studi artistici è entrato nell’organico della Patriarchia Romena. Nel 1973, superati esami speciali, viene dichiarato persona degna di scrivere le sacre immagini: riceve così l’aghion miron (santa unzione delle mani, compiuta con il Crisma) e fa voto solenne di dipingere solo immagini sacre per il resto della sua vita, al servizio della Chiesa, della fede e dei fedeli. Dal 1983, per vicende politiche e personali, vive a Marchirolo, nella nostra provincia, proseguendo il suo viaggio interiore. Un viaggio che potremo percorrere anche noi in questa mostra.

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Pubblicato il 10 Giugno 2005
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