La parola fa eguali

"Quando avete buttato nel mondo d’oggi un ragazzo senza istruzione avete buttato in cielo un passerotto senza ali". Il nuovo libro di don Lorenzo Milani attraverso le parole di Michele Gesualdi, uno degli alunni di Barbiana

"Quando avete buttato nel mondo d’oggi un ragazzo senza istruzione avete buttato in cielo un passerotto senza ali".
Diretto come sempre don Lorenzo Milani ha considerato la parola come l’elemento centrale per il riscatto dei poveri.

È uscito il 18 giugno, per quelli della Lef, La parola fa eguali. Il segreto della Scuola di Barbiana. Centocinquantaquattro pagine di documenti inediti accompagnati da una bella rassegna fotografica. Il libro è stato realizzato dalla fondazione don Lorenzo Milani a cura di Michele Gesualdi. Lo stesso curatore lo ha presentato sabato a Firenze insieme con il giornalista Citterich e Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl. In una sala gremita con oltre 250 persone si è rimesso al centro della riflessione le parole dirette del priore di Barbiana.
Michele Gesualdi, dopo la lunga esperienza sindacale e poi la guida delle provincia di Firenze, ha deciso di dedicare tutto il suo tempo al ricordo di don Milani e del suo insegnamento. Gesualdi è presidente della fondazione.
Come è nato questo libro?
«È uno dei primi frutti del lavoro della fondazione. Vogliamo tornare a far parlare don Milani e per questo abbiamo raccolto molto materiale inedito e ne abbiamo fatto un primo libro. La fondazione ha due grandi progetti: raccogliere tutto il materiale a Firenze per metterlo a disposizione di quanti vogliano consultarlo e nel contempo avviare a Barbiana dei percorsi didattici che facciano conoscere il lavoro didattico del priore. Non vogliamo che i ragazzi vadano a fare delle scampagnate, ma che utilizzino il loro tempo per conoscere. Questo fa perte del messaggio milaniano».

Da quando sarà possibile visitare Barbiana in questo modo?
«Credo da settembre. Tutto il complesso è stato affidato alla fondazione con un comodato da parte della curia. Ora stiamo sistemando le ultime cose».

Chi fa parte del primo gruppo di fondatori della fondazione?
«Gli ex alunni di San Donato e di Barbiana. Poi hanno aderito l’Università e la Curia vescovile».

Come mai è nata la voglia di pubblicare un libro fatto di spezzoni di interventi diretti del priore?
«In questi anni si è molto parlato di don Milani. Il suo messaggio è ancora di forte attualità ma ognuno lo tira dalla sua parte. Credo sia ora di ridare a lui la parola».

Su questo punto ci sono prutroppo un po’ di polemiche perché alcuni, ad esempio il giornalista Pecorini ritengono che il vostro atteggiamento sia fatto di troppa gelosia…
«Molti intellettuali hanno usato don Milani. Se ne sono serviti per diventare famosi o per farsi citare da qualche altro intellettuale. Pochi lo hanno servito. Pecorini è uno di quelli che ha usato molto e don Milani li scacciò tutti da Barbiana. Lui voleva diventare povero e ci mise vent’anni per raggiungere il suo scopo. Ma non gli bastava la povertà fisica, voleva raggiungere lo stato dei suoi compaesani e allora si spogliò di tutto, anche della sua parte intellettuale. Il don Lorenzo che presentiamo ora non è quello mieloso che hanno voluto far passare. È un don Lorenzo duro, che turba. Un don Lorenzo che si schiera in modo netto».

Avete in progetto altri libri?
«
Si! Il prossimo sarà sull’esilio a Barbiana e poi uno sull’obiezione di coscienza».

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Pubblicato il 22 Giugno 2005
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