Laureati Insubria: occupati entro tre anni

Insubria al top delle università italiane per occupazione dei laureati. Eccellenti le discipline giuridiche, buoni i risultati delle aree economica e medica

Sono più del 60 per cento i giovani laureati dell’Insubria di Varese con un lavoro continuativo entro tre anni dal termine degli studi. Il dato, emerso da un’indagine Istat relativa all’inserimento professionale dei laureati nel 2004, rappresenta un notevole traguardo per la giovane università varesina.

Il rapporto tra neolaureati ed occupazione è, infatti, una delle variabili che più influiscono sulla valutazione della performance di un ateneo e del suo rapporto con il mondo del lavoro.  Quella elaborata in proposito dall’Istat è una vera e propria classifica redatta in base all’area didattica e all’ateneo di provenienza dei laureati occupati: dai dati presentati, le migliori prospettive, dal punto di vista occupazionale, arrivano dagli atenei del Nord Italia ed, in particolare, da quelli che offrono indirizzi economici e di  ingegneria.

Nel quadro nazionale spiccano i risultati conseguiti dai “neo dottori” dell’ateneo varesino: quasi il 77 per cento è impiegato nell’area economico sociale, più del 65 per cento nell’ambito giuridico, più del 72 per cento nell’area scientifica e il 17 per cento nella medicina.  Con questi dati l’Insubria di Varese si dimostra altamente competitiva e in alcuni campi supera anche alcune delle storiche università italiane. I suoi laureati in legge (65,8%) conquistano la top ten delle facoltà di giurisprudenza per percentuale di occupati, posizionandosi davanti a molte famose realtà accademiche tra cui Roma, Milano, Pavia e Bologna.

Anche il dato relativo all’occupazione dei laureati dell’area medica si posiziona nei più alti gradini della classifica. Il valore, che a prima vista potrebbe sembrare poco significativo (17%), risulta tra i più elevati rispetto a quello degli altri atenei. La percentuale, in termini assoluti meno elevata di quella delle altre aree, è motivata dalla particolarità delle discipline mediche che richiedono ulteriori anni di specializzazione.

Soddisfatto il Rettore Renzo Dionigi: « Il risultato è molto buono anche in considerazione della giovane età dell’Università dell’Insubria e delle difficoltà affrontate in questi anni per consentirne la crescita. Auspichiamo, nella prossima indagine, un dato ancora migliore che confermi ulteriormente la vivacità del nostro modello di Ateneo, con il suo favorevole ambiente di studio, di ricerca e di relazioni personali, allineato alle migliori esperienze accademiche nazionali e internazionali”.  

 

«Il primato occupazionale dei nostri laureati in legge – commenta la Preside di Giurisprudenza Claudia Storti Storchi – premia la perseveranza, la tenacia e la passione nella didattica e nella ricerca che hanno contraddistinto in questi anni il lavoro della Facoltà».

 

«Da sempre – osserva Rossella Locatelli, Preside della Facoltà di Economia – siamo attenti a formare professionalità che rispondano alle esigenze del territorio senza trascurare però quelle connesse ai più ampi processi di globalizzazione e internazionalizzazione in corso oggi».

 

Per nulla sorpreso dal risultato dell’indagine Istat è il  Preside della Facoltà di Scienze di

Aldo Gamba: «il tempo di attesa prima di trovare un lavoro per i nostri chimici, fisici e matematici è inferiore all’anno».

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Pubblicato il 14 Giugno 2005
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