Lite con sparatoria sul Sempione. Ma nessuno ha visto nulla
Il ferito se la caverà con 30 giorni di prognosi. Il tentato omicidio da ricercarsi nella sfera passionale. I carabinieri «Ci aspettavamo maggior collaborazione, indagheremo anche sui reticenti»
Un colpo di pistola in faccia ad un uomo, lungo il trafficatissimo Sempione, alle sei del pomeriggio. E poi via, indisturbato a bordo della propria auto senza che nessuno abbia visto nulla. Sulla strada un uomo di 39 anni, col setto nasale fratturato da un colpo di pistola calibro 6.45. Un’arma piccola, che può però uccidere e che per un soffio non ha colpito il capo dell’uomo – classe 66’, pregiudicato e originario della Calabria ma residente a Somma – che se la caverà con una trentina di giorni di prognosi, e una ferita di arma da fuoco al volto che lo accompagnerà per il resto dei suoi giorni; il tutto oltre alle complicazioni prodotte dalla scheggiatura dell’osso, agli zigomi e ai denti.
Ma a preoccupare i carabinieri della compagnia di Gallarate intervenuti sul posto con una pattuglia pochi minuti dopo l’accaduto non è solo la cattura dello sparatore – come il ferito un pregiudicato, anch’esso originario della Calabria – ricercato per tentato omicidio, ma il “non ho visto nulla” delle persone che in quel momento stavano all’interno del bar Millennium, interrogate dai militari dopo l’accaduto, o di chi passava nei paraggi, a piedi o in auto.
Per risalire allo sparatore, è stata infatti decisiva l’intuizione un militare di Gallarate: nei pressi del bar, poco dopo la sparatoria, era stata segnalata anche la presenza di una donna, con un bambino piccolo, il figlio, vista qualche giorno prima dallo stesso carabiniere in compagnia di due uomini, l’aggredito e l’aggressore, fermati tutti sulla stessa auto ad un posto di blocco mentre stavano litigando animatamente. Il movente del tentato omicidio sarebbe quindi da ricollegare a motivi passionali.
Una volta risaliti alla donna, raggiunta verso mezzanotte dai carabinieri nella propria abitazione (e che non ha comunque visto nulla), è stato possibile ricostruire le generalità del fuggiasco, che si ritiene possa essersi eclissato all’estero, forse in Marocco o in Romania, dove sembra abbia contatti.
Gli unici indizi utili ricavati sul posto dai carabinieri sono stati il bossolo esploso dalla piccola semi automatica e un proiettile.
«Mi aspettavo di più da un paese civile – commenta duro il capitano D’Amato, alla guida della compagnia di Gallarate – . Ci pare impossibile che né all’interno del bar, un posto di passaggio, né lungo il Sempione, a quell’ora trafficatissimo, nessuno abbia visto nulla. Per questo motivo stiamo valutando la posizione penale delle persone che sono state interrogate e che non hanno visto né sentito nulla»
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