Nessuno tocchi Swissinfo
Ieri il Consiglio degli Stati della Svizzera ha espresso il suo sostegno nei confronti del portale multilingue svizzero. Ma il destino del sito web è ancora tutto da discutere
Un portale internet è un servizio fondamentale, tanto quanto la radio e la tv: così, in sostanza, si è espresso ieri il Consiglio degli Stati della Svizzera, approvando la mozione di Filippo Lombardi (Pdc) per salvare Swissinfo. Questa, però, è solo l’ennesima puntata di una polemica sul sistema dell’informazione pubblica in Svizzera che, probabilmente, proseguirà ancora per qualche tempo.
Ad innescare la discussione fu la decisione del 2003 di tagliare 15 milioni di franchi ai sussidi federali dedicati a SSR, la società che gestisce i servizi di informazione pubblica in Svizzera. A pochi giorni dalla riduzione di budget SSR annunciò una ristrutturazione del settore internet, che, in sostanza, consisteva nell’eliminare i servizi in lingua araba, cinese, giapponese, portoghese e spagnola dal portale Swissinfo. In internet, quindi, sarebbero dovute rimanere solo pagine in lingua inglese, francese, tedesca e italiana. In realtà, sull’effettiva necessità di tagli al segmento internet, in molti dimostrarono un certo scetticismo, compreso lo stesso Filippo Lombardi del Pdc. A fronte di un unico sito internet, infatti, SSR possiede 17 rete telefoniche, 7 reti televisive ed elaborati servizi di teletext in italiano, tedesco e francese.
Decurtare il servizio internet, in sostanza, significherebbe colpire un segmento ancora in fase embrionale, per il quale non esiste ancora un sufficiente numero di mezzi di informazione privati in grado di affiancare quelli pubblici. Inoltre, come è stato fatto notare dall’Organizzazione degli svizzeri all’estero, Swissinfo costituisce un legame fondamentale tra gli svizzeri che vivono per il mondo e la loro patria. Senza considerare quanto internet possa promuovere il paese elvetico a livello turistico e commerciale in tutto il mondo, a livelli che le tv, proprio per il loro raggio di comunicazione necessariamente ridotto, non potranno mai raggiungere.
Da tutte queste motivazioni era scaturita la mozione del Pdc, che oltre a chiedere il mantenimento del servizio multilingue di Swissinfo, ha proposto il finanziamento del 50% di questo da parte della Confederazione. Accettando la mozione di Filippo Lombardi, quindi, il Consiglio degli Stati ha espresso un’opinione molto chiara sul ruolo del mezzo internet all’interno del servizio pubblico, ma questo potrebbe non bastare. Ora, infatti, la parola passerà al Dipartimento federale delle Comunicazioni, che dovrà esprimersi più chiaramente sul tipo di sostegno che sarà dato a Swissinfo. Il capo del dipartimento Moritz Leuenberger, ha ricordato che i piani di ristrutturazione di Ssr devono ancora ricevere il suo avvallo, e per questo si attiverà da subito una discussione con il Cda di Ssr, probabilmente non priva di ulteriori polemiche. Una decisione ufficiale è attesa per l’autunno.
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