Premio Chiara: ecco chi sono i tre finalisti

Giorgio Falco, Fabrizia Ramondino e Anna Ruchat sono i nomi dei finalisti del Premio Chiara 2005 presentati all'Eremo di Santa Caterina

Con storie diverse raccontano la vita dei loro  personaggi, ognuno con il suo stile, con un linguaggio originale e perfettamente opposto a quello degli altri: sono i tre autori  finalisti dell’edizione 2005 del Premio Chiara, presentati  nella cornice suggestiva e inimitabile dell’Eremo di Santa Caterina del Sasso.

Si tratta di Giorgio Falco, scrittore esordiente, ha 38 anni, lavora a Milano nelle telecomunicazioni. Nel suo “Pausa caffè”, edito da Sironi, si immerge nella profondità del quotidiano, raccoglie tantissime microstorie fatte di slogan, dialoghi, narrazioni, soliloqui e messaggi di segreterie telefoniche preregistrati. Falco racconta il coro di voci della società, le sfumature e le difficoltà che colorano vita di lavoratrici e lavoratori precari, temporanei, interinali, a termine, a contratto con un linguaggio rivoluzionario, moderno e evoluto.

Agli antipodi di Falco c’è poi la classicità  della scrittura di Fabrizia Ramondino, che presenta “Arcangelo” edito da Einaudi. Nata a Napoli nel 1936, l’autrice ha già alle spalle una splendida carriera.  Per lo stesso editore ha pubblicato Althènpis (1981), Storie di patio (1983), Un giorno e mezzo (1988), Dadopolis. Caleidoscopio napoletano (con andreas Friedrich Müller, 1989) In viaggio (1995), L’isola riflessa (1998), Passaggio a Trieste (2000), Guerra d’infanzia e di Spagna (2001), Per un sentiero chiaro (2004). “Arcangelo” raccoglie quindici racconti, narra l’Italia del dopoguerra, del boom economico, della contestazione, l’Italia delle grandi battaglie per i diritti civili, dell’emergenza del colera nella Napoli degli anni settanta, della devastazione del terremoto del 1980, intreccia le storie di giovani, di uomini e donne, di valori nuovi e tramontati, di lotte e di sofferenze.

La terza finalista è Anna Ruchat con “In questa vita” edita da Casagrande, casa editrice svizzera. È nata a Zurigo, nel 1959, ha studiato filosofia e letteratura tedesca, insegna alla scuola europea di traduzione del comune di Milano. Anna Ruchat, è uno dei colpi di scena di questa edizione del Chiara. Era dal 1999 infatti, che uno scrittore elvetico non saliva sul podio di questa manifestazione. "In questa vita" è il primo libro in prosa di Anna Ruchat, raccoglie quattro racconti animati dalla sua scrittura introspettiva e psicologica. È un libro malinconico e a volte crudele che con i suoi discorsi interrotti, ripresi e poi intrecciati, racconta di Marta che interroga i morti per trovare una via d’uscita, di Sonia e della sua vita non giocata, del destino e dell’amore di un sarto affetto da nomadismo e di una donna che detesta imprevisti e cambiamenti.

La giuria del Chiara ha ritenuto inoltre meritevole di segnalazione anche Marco Vichi autore di “Perché dollari?” edito da Guanda. Vichi non ha partecipato al concorso ma è stato ugualmente nominato dalla giuria per la particolarità della sua scrittura e per il suo radicamento alle storie di provincia. Per Guanda l’autore ha già pubblicato altri racconti: L’inquilino (2000), Donne donne (2000), Il commissario Bordelli (2002), Una brutta faccenda (2003).

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Pubblicato il 24 Giugno 2005
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