Sono tredici le “muse” del Verbano

Tutti i centri sul lago che offrono un panorama turistico rientrante in Muse's Lake

        Ogni comune del lago Maggiore è per sua natura ricco di bellezze naturali e cultura. Ma ognuno può essere distinto dagli altri ed identificato grazie ad una specificità culturale che lo caratterizza: è così che nascono le “Muse del lago Maggiore” un nome poetico che permette di trasformare i singoli paesi in “testimonial” del lago. Ruolo di ogni singola “Musa” nell’ambito del progetto di valorizzazione del turismo culturale “Muse’s lake” sarà quello di coinvolgere in iniziative legate alla specificità culturale che la caratterizza altre località del lago che posseggano caratteristiche, strutture o manifestazioni legate allo stesso tema. In tal modo una piccola città, che da sola non sarebbe in grado di attirare un grande pubblico, potrà ampliare la propria offerta, quasi l’intero lago fosse un’unica città ed i singoli paesi “quartieri” fra i quali spostarsi. L’intero lago Maggiore diverrà il fulcro di innumerevoli attività culturali, la vera “città” in cui il turista vorrà recarsi ed all’interno della quale potrà spostarsi con i mezzi di trasporto più affascinanti e veloci: le navi.

         Le “muse” verranno identificate completamente nel corso del 2005. Ma per molte città esiste una chiara caratterizzazione, immediatamente riconoscibile.

       Angera si riconosce come “Musa della storia”, sia per il suo passato, ricco di testimonianze preistoriche e storiche, sia per il ruolo che da sempre ha rivestito in quanto “porto di Milano sul lago Maggiore”. Nell’ambito delle iniziative legate alla valorizzazione culturale del proprio territorio, del museo archeologico e della notissima “Rocca Borromeo”, il comune coinvolgerà gli altri siti archeologici (il lago di Varese, Golasecca, Sesto Calende, Mercurago, Mergozzo, Gravellona), mentre per quanto concerne quelle relative alla propria promozione in veste di “porto di Milano” abbraccerà i comuni legati in qualche modo alla storia dei Visconti (Arona, Locarno), dei Borromeo (Stresa, Cannero) o al passato asburgico della riviera lombarda (Maccagno, Laveno).

        Ascona, capofila del progetto per la Svizzera, si presenta come "Musa dell’arte moderna". La città vanta infatti un museo d’arte moderna che va posizionandosi chiaramente all’interno di un percorso di collegamento fra nord e sud che è caratteristico per una città che, sita nel bacino nord del lago maggiore, è identificata dal turismo d’oltralpe come classico esponente del “fascino del sud”. Da sempre Ascona ha ospitato così comunità di artisti giunti dal nord in cerca di ispirazione e “dolce vita” e ricordati nel “centro Monte verità” posto sulla collina che domina la città. Oggi la città punta alla creazione di un nuovo “centro culturale” che la valorizzi, la cui progettazione è ormai avanzata, la costruzione imminente. 

        Luino è stata scelta come “Musa della letteratura”, anche in considerazione del progetto di “Parco letterario Piero Chiara e Vittorio Sereni” attualmente in fase di sviluppo. La città condurrà i visitatori attraverso tutto il lago Maggiore, alla scoperta dei luoghi cari agli autori o legati in qualche modo alla loro vita e alla loro produzione letteraria: Oggebbio, Orta, la Valcuvia, Maccagno, Dumenza, la Val Marchirolo, per congiungersi da un lato alla Valsolda del Fogazzaro, ed al lago di Como del Manzoni, dall’altro alla Cannero di Massimo D’Azeglio, alla Stresa di Ernest Hemingway, alla Meina di Stendhal, fino alla “terra degli aironi” del veterinario-scrittore Dante Graziosi, quella Novara ancora sconosciuta al turismo ma che “punta in alto”.

        Porto Valtravaglia vanta il premio Nobel Dario Fo fra i suoi concittadini e ospita un’originale iniziativa all’insegna del cabaret e del teatro di strada: La notte bianca. Per se ha scelto un ruolo in sintonia con l’iniziativa: “Musa dell’umorismo”. Un umorismo che travalica i suoi confini per percorrere l’intera sponda varesina, esattamente come Dario Fo, figlio di un capostazione, fece durante i suoi anni giovanili al seguito della famiglia, trasferita continuamente per lavoro dall’uno all’altro paese della costa, fra Sangiano, dove nacque, fino a Pino-sul-lago-Maggiore, il piccolo  paese al confine con la Svizzera che detiene l’umoristico primato di “paese con il nome più lungo d’Italia”.

        Laveno, perno centrale del lago, da cui partono i traghetti che collegano le due sponde: da qui di diparte anche la Valcuvia, percorsa dalla linea Cadorna, una fortificazione della prima guerra mondiale che trova il suo corrispondente sulla riva opposta, dove  la linea di difesa percorre il Mont’Orfano, la valle di Ornavasso e la ValGrande. Progetti di promozione turistica interessano oggi entrambi i versanti. Nell’area di Laveno, immediatamente riconoscibile a nord della città si staglia la Rocca di Caldè mentre tutt’attorno troviamo ricche testimonianze dell’epoca asburgica, come ville e fornaci. Una proposta per lo sviluppo di un turismo culturale nell’area di Laveno la immagina dunque  "Musa delle rocche e delle fortificazioni".

         Sesto Calende, "Musa dell’ecologia": qui, in una città nota in Italia soprattutto per l’antico e caratteristico “ponte di ferro” che unisce le due sponde del lago nel punto in cui esso diventa fiume, inizia il Parco della Valle del Ticino, 96.000 ettari di area protetta, tutta da vivere grazie a percorsi pedonali, ciclabili ed ad aree attrezzate. Uno spettacolo mozzafiato che accanto ad una ricchezza inusuale di flora e fauna conserva le vestigia del passato celtico dell’intera Insubria con la necropoli lateniana di Golasecca, il museo archeologico ed il “sass da preja buja” il masso erratico caratterizzato da innumerevoli coppelle che ne fanno una delle vestigia più preziose e misteriose della nostra preistoria.

      Arona ha saputo connotarsi sempre più come "Musa delle esposizioni". La “città del San Carlone” è nota nel mondo per il colosso del santo, una statua cava, ultimata nel 1698, alta oltre 35 metri e la cui anima interna è formata da “pietra di Angera” una roccia particolare, di colore rosa, che veniva estratta un tempo proprio nella cittadina capoprogetto, quella Angera che si può ammirare dagli occhi della statua stessa, il cui interno è accessibile al turista come quello della più nota “statua della libertà”. Stresa, la perla del lago, non ha solitamente bisogno di presentazioni. Però fra le tante manifestazioni che la caratterizzano, accanto alla pura bellezza delle Isole Borromee e del Mottarone, accanto alla ricchezza di flora e fauna di Villa Pallavicino e di Alpinia, forse le manifestazioni musicali, dalle raffinate “settimane musicali di Stresa” fino alla più mondana “Vienna sul lago” meritano di assumere un ruolo trainante. Ma Stresa è anche la città dove ha vissuto e scritto Antonio Rosmini, filosofo in odore di santità. L’architettura poi, la contraddistingue chiaramente per la presenza di innumerevoli ville in stile liberty, forse finora poco valorizzate sotto l’aspetto culturale. Eccola quindi proposta come "Musa della musica, della filosofia e del liberty”.

         Da alcuni anni Arona ospita grandi mostre, presentate presso l’elegante Villa Ponti, ma anche mercati e fiere a tema, come “Editoria e giardini”. Proprio ora la suggestiva location si appresta a ospitare un nuovo grande evento artistico-culturale: "Roma, Parigi, New York. Dal Futurismo a De Chirico. La grande arte italiana nel mondo". L’esposizione, organizzata come le precedenti dalla Fondazione Art Museo, è curata da Carlo Occhipinti e presenta 150 capolavori e opere scelte dei più grandi maestri che hanno caratterizzato la pittura italiana nel Novecento. 

        Anche il ruolo di Pallanza è dovuto. "Musa dei giardini", per un percorso di colori e profumi che da Villa Taranto, attraverso l’Isola Madre e Villa Pallavicino di Stresa può raggiungere Villa Della Porta Bozzolo, a Casalzuigno e Villa d’Este a Varese. Da Pallanza si dipartono anche le nuovissime "vie dei fiori" dedicate all’azalea, al rododendro, alla camelia, vie che collegano giardini ed aziende di produzione di questi fiori sparse per tutto il Verbano.
Ghiffa snodo centrale del percorso dei Sacri Monti che da Varallo Sesia, attraverso Orta, Domodossola, Brissago e Varese costituiva quella “difesa” voluta da San Carlo Borromeo, che la chiesa cattolica del 1500 opponeva alla penetrazione del protestantesimo in Italia. Oggi il percorso barocco delle cappelle del Sacro Monte di Ghiffa è immerso, come per ogni Sacro Monte, in una riserva naturale ricca di interesse botanico. Dallo scorso anno tutti i Sacri Monti del Verbano sono stati riconosciuti “Patrimonio dell’Unesco” una attestazione che offre un valore aggiunto alla bellezza dei luoghi e di una Ghiffa  "Musa del turismo religioso".

         Cannero, villaggio turistico da sempre, nota per le piccole isole che ospitato quelli che furono i castelli dei pirati che secoli fa dominavano il lago Maggiore e che oggi attendono una sistemazione turistica, ma anche luogo in cui Massimo d’Azeglio si ritirò a scrivere “I miei ricordi” – e che per questo potrà essere integrata nel “Parco letterario” di Luino, sceglie di valorizzare anche una caratteristica unica e decisamente poco nota del lago Maggiore. A partire dal piccolo “museo della spazzola” vestigia di un passato industriale che nell’ottocento e fino ad inizio novecento ha caratterizzato molti comuni del Verbano sottolinea il valore di questi ricordi con l’idea di un percorso che li unisca tutti. Dal museo della spazzola a quello del cappello, dal museo delle marionette a quello dello spazzacamino a quello dell’ombrello, fino al museo della bambola ed a quello della ceramica. Come altro definire Cannero allora se non “Musa del collezionismo”.
L’area del Lago d’Orta ha scelto per sé una connotazione particolare: “Musa ambiente-immagine". Musa dell’ambiente, caratterizzato dal lago più blu d’Italia e dalla grande azione di recupero biologico che negli anni ’80 lo ha restituito alla vita ed ai bagnanti, dopo che nel 1929 fu reso sterile dalle immissioni di una ditta tessile locale.

         Musa dell’immagine, un’immagine di una bellezza e di un fascino unici, grazie ai quali proprio qui, nel 1917, nacque il cinema italiano. Oggi il piccolo lago ospita centinaia di aziende, perfettamente integrate paesaggisticamente e praticamente invisibili all’occhio del turista. Una convivenza fra economia ed ambiente, fra ambiente ed immagine turistica che ha dato vita ad un progetto di rilancio “La strada dei sogni” che mira a promuovere questa capacità di integrazione riportando ad Orta produttori cinematografici e televisivi alla ricerca di sensazioni e sentimenti ormai molto rari.

        Omegna, città postindustriale, è posta nel punto in cui il torrente Nigoglia lascia il lago d’Orta per andare a riversarsi nel fiume Toce e poi nel lago Maggiore, con un percorso totale di pochissimi chilometri, e sottolinea con la sua presenza una caratteristica particolare del Cusio, quella di unico “lago italiano con emissario a nord” anziché a sud. Omegna, terra natale di Gianni Rodari, uno dei maggiori scrittori contemporanei italiani per l’infanzia, che la città celebra nel suo “parco Rodari”.
 Da decenni Omegna ospita marchi che hanno segnato la storia del design della cucina italiana: Bialetti, Girmi, Alessi, Lagostina, Piazza e molti ancora. Con il suo “Forum” la costruzione colorata e modernissima posta accanto al Parco Rodari, che ospita incontri e convegni a tema, Omegna si profila come "Musa del design" per percorsi fra outlets di marca che entusiasmeranno gli amanti dello shopping di qualità.

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Pubblicato il 23 Giugno 2005
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