Ticino, peggiora la qualità delle acque
Responsabili gli inquinamenti indiretti degli affluenti. Il Parco: «Occorre subito un salto di qualità delle acque»
Anche per l’anno 2004 il Parco del Ticino ha effettuato, in collaborazione con il Parco Ticino piemontese, il monitoraggio della qualità delle acque del Ticino e dei suoi affluenti (Torrente Strona, Torrente Arno, Canale Marinane, Roggia Cerana, Roggia Vernavola)
I risultati ottenuti, presentati oggi a un convegno che si è svolto al oggi a Pontevecchio di Magenta (MI), indicano che non sono intervenuti sostanziali cambiamenti della qualità delle acque rispetto ai monitoraggi compiuti negli anni passati, in particolare gli affluenti evidenziano una situazione qualitativa critica.
Come in precedenza il livello qualitativo del fiume registra un peggioramento da nord verso sud. In particolare i parametri microbiologici evidenziano che, procedendo dal Lago Maggiore fino alla confluenza con il Po, esiste una linea di separazione compresa tra la stazione di Boffalora e quella di Vigevano, nella quale si assiste a un netto peggioramento.
Le cause dello scadimento qualitativo risiedono come negli anni passati, nella presenza di diversi grandi contributi inquinanti come il Canale Scolmatore di Nord Ovest e lo scarico del Depuratore di Vigevano e la Roggia Cerana, che apportano acque con un elevato grado di inquinamento.
«E’ necessario – dichiara Maurizio Maggioni vicepresidente del Parco del Ticino – che le Province, la Regione e tutti gli altri enti coinvolti collaborino in modo permanente per definire tempi e strategie in merito alla problematica delle acque. Questo deve essere il nostro obbiettivo numero uno che comporterà un salto di qualità».
«Abbiamo avviato incontri con la Provincia di Varese per la situazione dell’Arnetta, anche se stiamo ancora attendendo dalla Regione i fondi per la pulizia dei vasche. La Provincia di Milano ha dato garanzie, affinché il Canale Scolmatore non riverserà più in Ticino acque di prima pioggia. Certamente questo è un passo in avanti, poiché diminuiranno le acque inquinate che arriveranno al fiume, ma è necessario, comunque, trovare delle soluzioni per migliorare la qualità delle restanti acque che lo Scolmatore continuerà ad apportare».
«Un fattore decisamente positivo – sottolinea Maggioni – è stata l’apertura di colloqui e incontri con le aziende e i Consorzi deputati alla depurazione delle acque. Con alcuni, come la Società di Tutela Ambientale del Magentino e il depuratore di Sant’Antonino (nei pressi di Somma Lombardo), la collaborazione sta dando i primi risultati. Con altri, come il caso il del depuratore di Vigevano siamo ancora in una fase arretrata».
Il convegno è stato anche l’occasione per illustrare le azioni di riqualificazione fluviale attivate dai due Parchi del Ticino per la conservazione e il ripristino degli ambienti fluviali, azioni finalizzate alla valorizzazione del potere autodepurante del fiume.
Le attività di monitoraggio della qualità delle acque, unitamente all’individuazione dei punti critici e dei maggiori fattori di impatto, consentono di mantenere attiva un’efficace base conoscitiva che rappresenta un importante supporto per la gestione integrata del territorio dei Parchi.
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