Traffico di droga stroncato al Gaggiolo
I finanzieri hanno smantellato un gruppo che "commerciava" marjiuana tra Svizzera, Lombardia ed Emilia
Gli agenti della Guardia di Finanza di Gaggiolo hanno portato a termine un’operazione di contrasto al traffico di stupefacienti, con la quale sei persone sono finite in carcere.
I trafficanti utilizzavano anche metodi quasi "d’altri tempi" per portare in Italia i quantitativi di marijuana ed hashish provenenti dal Canton Ticino: i corrieri infatti usavano percorrere i sentieri tra i boschi aperti dai contrabbandieri negli anni ’60, ma dopo alcune "consegne" sono stati intercettati. L’operazione ha avuto inizio con l’osservazione di due sospetti di Reggio Emilia che si sono recati nel comasco, a Guanzate, per ricevere due 2,5 chili di marijuana da una persona residente a Uggiate Trevano. Colti sul fatto dagli agenti, i tre sono stati portati al carcere del Bassone a Como.
Il loro fermo ha portato a scoprire i canali utilizzati per il traffico di sostanze stupefacenti. L’organizzazione infatti aveva predisposto una serie di attività di copertura – lavori di muratura e imbiancatura – per fare in modo di passare più volte la frontiera senza destare sospetti. Nel corso di questi viaggi però una decina di persone portavano con sé anche la marijuana e l’hashish di provenienza svizzera, "piazzata" così sul mercato anche dopo la chiusura dei cosiddetti "canapai".
Il Comando Compagnia di Gaggiolo, su ordine del Sostituto procuratore Abate e coordinata dal capitano Pirrera, ha così provveduto a stroncare il traffico, individuando tutti i corrieri e fermando altre tre persone (due residenti a Cantello, una a Rodero) ritenute le responsabili del gruppo. Il loro arresto ha inoltre permesso di recuperare altri 50 chili di marijuana, 5 di hashish ed oltre 100mila franchi svizzeri.
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