Da oggi Varese ha il suo formaggio Dop

Dopo sette anni di attesa la "Formaggella del Luinese" diviene il primo prodotto di capra in Italia ad ottenere la denominazione di origine protetta

Ci sono voluti sette anni ma alla fine è arrivato il brindisi: la Formaggella del Luinese ha oggi festeggiato "l’approdo" tra l’Olimpo dei prodotti alimentari a denominazione di origine protetta.
Un risultato sancito dall’audizione pubblica di questa mattina (mercoledì 27) a Villa Recalcati, durante la quale una delegazione ministeriale guidata dalla dottoressa La Torre ha letto alla platea l’intero disciplinare di produzione.
Una cerimonia semplice, ricca però di importanza; la Formaggella è infatti il primo prodotto tipico del territorio varesino ad ottenere questo risultato. In provincia si realizza in realtà anche il gorgonzola, ma la sua area di produzione si estende su buona parte di Lombardia e Piemonte. Inoltre la Formaggella, che può essere realizzata in tutto il Nord della provincia, è il primo prodotto caprino al 100% a ricevere la denominazione di origine in tutta Italia.

La lettura del disciplinare, al quale la dottoressa La Torre (a sinistra nella foto) ha proposto di effettuare un paio di piccole modifiche, necessarie per affrontare l’iter in sede europea che inizierà tra poco, è stata preceduta dai saluti delle massime cariche provinciali, il presidente Marco Reguzzoni ed il suo vice Giorgio De Wolf. A fare gli "onori di casa" l’assessore provinciale all’agricoltura Bruno Specchiarelli che, visibilmente emozionato, ha voluto chiamare sul palco a turno tutte le persone che hanno contribuito al cammino della Formaggella verso il Dop. Sono così sfilati i rappresentanti della Camera di Commercio e delle associazioni di categoria, il presidente della Comunità Montana Valli del Luinese Silvio Fiorini, la rappresentante della Regione, dottoressa Parma. Applausi anche per Albino Gatta e Sibiana Oneto, forse il "tandem" più importante per la storia della formaggella.
Gatta (foto) è il presidente dell’Associazione dei produttori ed ha ricordato come «20, 25 anni fa il territorio del Nord della provincia stava morendo. Con il nostro lavoro e con l’aiuto delle Comunità Montane lo abbiamo rilanciato, dando una svolta anche all’economia e all’ambiente». La dottoressa Oneto invece è stata fin dal ’97 a capo dello staff della Comunità Montana che si è occupato di seguire passo dopo passo l’iter della Formaggella. Dalla scelta della tipologia di formaggio da promuovere, fatta nel corso del Mipam di alcuni anni fa dopo aver consultato i diversi produttori, alla definizione di un processo di lavorazione unico e realizzato con metodo scientifico, anche avvalendosi di professionisti del settore e di collaborazioni con il mondo accademico e della ricerca.

Tra gli altri erano infatti presenti la dottoressa Lodi del Cnr di Milano, il dottor Morara, agronomo, specialista di analisi sensoriale ed il dottor Clarà laureatosi in scienze e tecnologie alimentari con una tesi proprio sulla Formaggella. Ma il momento forse più significativo è arrivato quando l’assessore Specchiarelli ha invitato i produttori presenti in sala ad alzarsi in piedi e ad applaudirsi: senza il loro lavoro, affiancato da quello di esperti ed istituzioni, oggi non si sarebbe potuto festeggiare.

Il disciplinare di produzione della Formaggella del Luinese sarà ora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale: trascorsi trenta giorni, se non verranno sollevate obiezioni, al formaggio sarà concessa la "tutela provvisoria", ovvero il marchio Dop per l’Italia. Nello stesso istante prenderà il via anche l’iter in sede comunitaria, che porterà la Formaggella ad essere protetta in tutta Europa.

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Pubblicato il 27 Luglio 2005
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