Il fascino dell’Oriente a “Musica in Villa”
Pubblico delle grandi occasioni per il concerto del giovane pianista Davide Franceschetti
Villa Cagnola rappresenta un contesto di raro fascino per una stagione di concerti, con il suo porticato, i suoi eleganti giardini e la vista che nelle giornate serene si spinge fino al Monte Rosa. Se si aggiunge la presenza di un pianista come Davide Franceschetti, formatosi nella fucina dell’Accademia di Imola, dove ha studiato con il M° Franco Scala, e un programma tutto dedicato alla Russia, con una delle pagine più celebri del repertorio tardo romantico come il "Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in re minore" di Sergej Rachmaninov, il successo di pubblico è quasi garantito. Erano davvero numerosi gli appassionati che sabato scorso hanno applaudito a lungo giovane pianista, nel quarto appuntamento di "Musica in Villa".
Del "Concerto" Franceschetti ha dato una lettura intima e raccolta, preferendo le mezze tinte ai toni eroici, fin dal tema d’esordio. La sua tecnica è buona, ma non trascendentale, e nei passi più virtuosistici tendeva ad una retorica del gesto e dell’effetto a tratti scomposta, con una sonorità che diventava piuttosto tesa nel fortissimo. È stata comunque un’interpretazione convincente, coronata da due bis, un "Preludio" di Rachmaninov ed una delicata "Arabeske" di Schumann, immersa in un’atmosfera di sogno.
Ad accompagnare Franceschetti c’era l’Orchestra del Laboratorio "Pergine Spettacolo Aperto". Un’orchestra di giovani, anzi di giovanissimi (probabilmente l’età media non supera i vent’anni), provenienti da tutta Europa, dagli Stati Uniti e dall’America Latina, che nasce ogni anno nell’ambito dei corsi di perfezionamento del festival "Pergine Spettacolo Aperto", con i limiti e l’entusiasmo dei giovani. Sul podio l’ottima bacchetta di Pietro Borgnonovo ha diretto con molto mestiere, optando per tempi moderati, adatti al livello tecnico della giovane compagine, soprattutto nelle due scintillanti pagine orchestrali che completavano il programma della serata, il "Capriccio italiano" di Ciaikovskij e il "Capriccio spagnolo" di Rimskij-Korsakov. Eppure abbiamo assistito a interpretazioni precise e piene di vita, con l’unico rammarico di un organico decisamente troppo ridotto per il repertorio tardo romantico e in particolare per una pagina come il "Concerto n. 3" di Rachmaninov.
"Musica in Villa" continua sabato 23 ospitando il Jazzinaria Quartet, in una serata dedicata alle canzoni italiane degli anni Trenta e Quaranta rilette in chiave jazzistica, a conferma di una versatilità che – insieme alla qualità – rappresenta il suo punto di forza.
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