L’antenna di via Guicciardini irrompe in Consiglio comunale
Il comitato di quartiere si presenta in aula e chiede di incontrare il Sindaco. Si tratta di una scena già vista in passato
Ieri sera, durante la seduta del Consiglio comunale, i residenti di via Guicciardini e delle zone limitrofe hanno “invaso” il salone estense per protestare contro l’antenna di telefonia mobile che la Tim vuole installare in zona.
Una quarantina di cittadini hanno occupato l’area riservata al pubblico, agitando cartelli di protesta contro «il mostro alto 36 metri» e chiedendo un incontro col Sindaco. Stessa identica scena di una anno e mezzo fa, quando a protestare erano i cittadini di Masnago e l’antenna sotto accusa si trovava in via don Rimoldi. In mezzo numerosi altri casi – come quello di via Salvore a Giubiano, per fare solo un esempio – in cui l’interesse privato prevale sull’aspetto paesaggistico e, soprattutto, sulla salute dei cittadini.
Ieri a Masnago e Giubiano, oggi ancora a Giubiano nei pressi dell’ospedale: come mai le compagnie telefoniche possono agire così nelle zone abitate, apparentemente indisturbate?
Secondo il consigliere dei Ds Francesco Maresca la colpa è del Comune di Varese, che non è ancora stato in grado di redigere un piano di localizzazione delle antenne, una sorta di mappa della città in cui individuare le zone consone all’installazione di impianti di telefonia mobile. «Noi Democratici di sinistra lo chiediamo invano da anni, non è possibile affrontare ogni volta i singoli casi volta per volta».
Anche Forza Italia, che con il consigliere della circoscrizione 6 Ciro Calemme ed i consiglieri comunali Bregonzio e Pajetta per prima ha sollevato la questione, chiede che venga fatto di più contro le “antenne selvagge”. Calemme ha in mente di creare un percorso che dal basso metta in discussione la legge Gasparri nei punti in cui lega le mani alle amministrazioni comunali. «Non è accettabile che un cittadino per fare una finestra in casa propria debba chiedere svariate autorizzazioni – accusa il consigliere di circoscrizione – mentre un gestore con una semplice Dia (dichiarazione d’inizio attività, ndr) possa installare un’antenna di 36 metri, oltretutto vicino ad un ospedale».
Proprio l’ospedale potrebbe essere la carta vincente dell’Amministrazione comunale nella disputa con la Tim. Durante l’incontro con il comitato di quartiere il sindaco Fumagalli, dopo aver assicurato che per settembre sarà definito il piano di localizzazione delle antenne, ha fatto riferimento proprio ai problemi che potrebbero sorgere tra l’impianto di telefonia mobile e la struttura ospedaliera: «Per quanto riguarda i trasporti sorgerebbero problemi non di poco conto, basti pensare agli elicotteri di soccorso che inevitabilmente vanno e vengono dall’ospedale».
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