Londra: la Polizia uccide un possibile kamikaze
Continua la caccia di Scotland Yard agli aspiranti suicidi. Arrivano le prime rivendicazioni dalle brigate Abu Hafs al Masri. Nuove minacce all'Italia
Non si placa l’ondata di terrore che ieri è tornata a colpire Londra, con i quattro attentati falliti e gli allarmi che hanno costretto a chiudere la metropolitana.
Questa mattina la polizia ha sparato e colpito a morte un uomo, un sospetto kamikaze, che stava per salire su un treno della Northern Line alla fermata della metropolitana di Stockwell. L’uomo sarebbe stato colpito alla testa. La stazione di Stockwell è stata evacuata e due linee della metropolitana, Northern e Victoria, sono state sospese come rimangono tutt’ora chiuse le fermate della metropolitana che ieri sono state paralizzate dal terrore. La polizia inglese, che ha ricevuto l’ordine di sparare di fronte ad un possibile kamikaze, sta continuando la caccia all’uomo nella zona in cui ieri è avvenuta un’esplosione a bordo dell’autobus numero 26, nella zona est di Londra.
Secondo il capo di Scotland Yard, Ian Blair, gli attentatori «Erano almeno in quattro forse di più»; questa volta sono sopravvissuti, ed ora sono ricercati. Di loro si conoscono i volti, e la tracce di esplosivo che hanno lasciato, tracce più consistenti di quelle dei "martiri" del 7 luglio. Le notizie comunque sono secretate, e Blair rifiuta di smentire o confermare il fermo di due attentatori.
Ciò che è certo è che gli attentatori volevano replicare la strage del 7 luglio: stesso esplosivo, stessi bersagli, stessa asimmetria. Tre linee del metro, un autobus. Come allora, in quattro punti cardinali della città. Shepherd’s Bush (ovest); Oval (sud); Warren (nord); Hackney (est). Insomma, quella "croce di fuoco" che qualcuno, nei giorni successivi al 7 luglio, aveva voluto vedere nell’incrocio tra Russel Square, Aldgate, Edgware e Tavistock square.
Come se non bastasse, anche le rivendicazioni sono le stesse: le Brigate Abu Hafs al Masri ieri hanno diffuso un comunicato su alcuni forum islamici dove si attribuiscono la paternità degli attentati. Si tratta dello stesso gruppo terroristico responsabile delle stragi di Madrid e di Londra.
Nel comunicato, si rivolgono apertamente anche a Berlusconi e agli italiani: «Rinnoviamo il messaggio a Roma, a te Berlusconi – si legge nella seconda parte del testo – In verita’, il fatto che i militari italiani restino in Iraq non e’ altro che la loro tomba, li tireremo fuori dalla fossa con le nostre mani: i soldati dell’Islam non rimarranno fermi, ma i prossimi giorni saranno così come li abbiamo promessi e ci saranno colpi duri, in luoghi dove non li aspettate. Fino a quando i soldati italiani resteranno in Iraq da noi non avrete che sangue». La veridicità di questo comunicato è tutta da verificare e nel frattempo, a Londra il premier Tony Blair invita a mantenere la calma di fronte queste stragi.
Ieri sera intanto, ha fatto rientro in italia la salma di Benedetta Ciaccia, la ragazza italiana morta a Londra negli attentati del 7 luglio. Ad attenderla a Fiumicino i familiari, il ministro Mirko Tremaglia e il vicesindaco di Roma Maria Pia Garavaglia.
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