Requiem per Salvatore Lombino
È morto Ed McBain, ovvero Evan Hunter, Richard Marsten, Hunt Collins, John Abbott, Ezra Ennon e Curt Cannon. Storia di uno scrittore italo-americano di successo
Da dove possiamo cominciare per parlare di Salvatore Lombino, italo-americano di seconda generazione nato a New York il 15 ottobre del 1926 e morto a Weston (Connecticut) il 6 luglio 2005?Cominciamo dalla musica. Tocca a Sidney Poitier, nel 1955, interpretare il film "Il seme della violenza" in cui, per la prima volta, è possibile ascoltare al cinema il Rock and Roll: "Rock around the clock", interpretato da Bill Haley e i Comets, risuona nelle sale cinematografiche di tutto il mondo e la storia della musica cambia rotta. Il film, con la regia di Richard Brooks, è tratto dal romanzo omonimo di Evan Hunter, best-seller che Salvatore Lombino ha scritto con un "nom de plume" necessario a rendere credibile, o meglio accettabile, l’opera letteraria del figlio di una coppia di emigrati originari di Bisacquino, piccolo paese siciliano che ha già spedito in America un certo Capra Francesco, meglio noto con il nome di Frank Capra.
Nel 1958 Salvatore, alias Evan, si inventa un altro nome e diventa Ed McBain, nome con il quale dà inizio ad una delle più fortunate ed innovative saghe della letteratura poliziesca: nasce l’87° Distretto, che per quasi cinquant’anni e con circa 50 romanzi compie il prodigio di agganciare alla realtà il romanzo giallo. Niente più detectives solitari, basta con l’uomo solo al comando e con le intuizioni geniali. I delitti si risolvono con la procedura, con il lavoro di squadra, con il sudore ed il sangue di uomini normali che hanno scelto di diventare poliziotti senza smettere di essere umani; sono padri, figli, mariti, amanti i poliziotti dell’87°, hanno vizi, virtù, simpatie, antipatie. Sono profondamente e fangosamente umani come noi, quello che fanno è un lavoro, arrivano sfiniti alla fine del mese e la pistola, sotto l’ascella, gli pesa. Lo chiamano "police procedural", e Salvatore è un genio.
Tanto per non rimanere in ozio Ed McBain inaugura nel 1976 una nuova serie poliziesca, questa volta con protagonista l’avvocato Mattew Hope di Calusa, Florida; la qualità è la solita, molto alta.
Ma con quanti nomi deve scrivere un Italiano in America? Evan Hunter, Richard Marsten, Ed McBain, Hunt Collins, John Abbott, Ezra Ennon e Curt Cannon, non ci fate caso, è sempre Salvatore ad impugnare la penna.
Rimaniamo nel cinema; nel 1963 un certo Alfred Hitchcock firma la regia de "Gli uccelli", la sceneggiatura, al lettore il compito di cercare cercherà quale firma scelse in quell’occasione, la scrive Salvatore. Nello stesso anno Akira Kurosawa completa uno dei suoi migliori film: "Anatomia di un rapimento ". A questo punto nessuno si sorprenderà nello scoprire che il romanzo "due colpi in uno", da cui è tratto il film, l’ha scritto "Salvatore" Mc Bain nel 1959.
Passeggiando tra musica e cinema abbiamo in definitiva sempre parlato di letteratura, tutto sommato perché Salvatore era uno scrittore. Ora ci resta solo da dire che egli fu un eccellente scrittore, solido nella costruzione delle trame, acuto nell’indagare e raccontare la profonda umanità dei suoi personaggi, realista e cinico nel descrivere le contraddizioni del mondo.
Come Ed McBain la critica colta lo ha considerato un "giallista", come Evan Hunter lo ha osannato come grande scrittore, a noi, che l’abbiamo frequentato sapendo che era sempre Salvatore Lombino da Bisacquino, resta solo il dispiacere di non poter più aspettare il suo prossimo romanzo.
So long, Salvatore, nel Paradiso degli scrittori scegli il nome che preferisci.
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