“Sospesi nel tempo”
Al Teatro Giuditta Pasta torna la danza dei “Palcoscenici sommersi". Protagonista al debutto la coreografa Sabrina Massignani
Anche quest’anno torna la danza dei “Palcoscenici sommersi”, il consueto appuntamento estivo del Teatro Giuditta Pasta, che ha visto protagonista ieri sera la compagnia Venezia Balletto guidata dalla coreografa Sabrina Massignani.
Lo spettacolo “Sospesi nel Tempo”, di cui un estratto è stato presentato la scorsa primavera nell’ ambito della rassegna itinerante del teatro saronnese “Idea danza, nuove coreografie”, è un lavoro che prende forma dal concetto orientale del ciclo vita-morte, cioè del percorso che ogni essere vivente compie passando dalla vita terrena e concreta alla purificazione dello spirito ed alla sua conseguente liberazione.
La coreografa punta sul forte simbolismo dei colori: in scena i due danzatori indossano un solo costume dal colore neutro, metafora della materia e del terreno, mentre le danzatrici incarnano la sfera spirituale con colori accesi, che richiamano quelli dei sette chakra, i “canali” attraverso i quali secondo il pensiero filosofico orientale, fluisce l’ energia vitale che permette al corpo di entrare in contatto con lo spirito.
Il cammino dall’ esistenza terrena all’ illuminazione è guidato da una figura “faro”, interamente vestita di bianco e interpretata dalla stessa Massignani. Ancora il colore è in primo piano: bianco come sintesi di tutti i colori, ma anche come sinonimo di purezza ed essenzialità, il fine ultimo dell’ esistenza umana.
Molto buona e degna di nota la tecnica dei giovani danzatori, dotati anche di una notevole energia, forza fisica e presenza scenica. Su questa base si regge gran parte del lavoro che, nonostante la tematica affascinante e aperta a molteplici risvolti interpretativi, risulta poco deciso soprattutto dal punto di vista stilistico: le evidenti influenze provenienti dalla danza classica, dal modern e in parte minore dal contemporaneo restano per lo più slegate tra loro senza sintetizzarsi in un linguaggio omogeneo e personale, che prende forma e carattere purtroppo solo in alcuni momenti,come ad esempio nella parte centrale, senza dubbio quella dall’ impatto emotivo più forte, in cui i danzatori impegnati in una serie di prese molto fisiche e dinamiche, riescono a comunicare, nel silenzio più totale, l’ intero messaggio dello spettacolo.
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