Tre Fondazioni unite in favore dei bimbi in difficoltà
E’ stato presentato il progetto del Centro Felicita Moranti che verrà inaugurato tra un anno a Gavirate. Due case alloggio per i bambini fino ai 6 anni e per giovani madri in situazione di bisogno
Entro un anno a Gavirate sorgerà il Centro Felicita Morandi. Si tratta di un progetto che vede coinvolte ben tre fondazioni, unite per dare aiuto a minori in difficoltà.
In base alla Legge 149/2001, che impone l’inserimento dei minori di sei anni nelle comunità di tipo familiare, la Fondazione Felicita Morandi – costituita per volontà della Provincia di Varese e della ASL – la Fondazione Gloria Malfatti e la Fondazione Patrizia Nidoli si sono impegnate a restaurare l’immobile di via Marconi che la Parrocchia ha messo a disposizione: un’opera del costo approssimativo di 500.000 euro che vede la Provincia accollarsi 200.000 euro, 150.000 arrivare dal finanziamento della Fondazione Cariplo del progetto presentato dall’istituzione Nidoli mentre i restanti verranno reperiti nei prossimi mesi.
Lo stabile verrà diviso in due “case”: la casa Patrizia, una comunità alloggio che offrirà un servizio di accoglienza ai bambini da zero a sei anni, allontanati dal nucleo familiare dal Tribunale dei Minori, nei casi in cui la famiglia non sia in grado di provvedere alla crescita ed all’educazione del minore.
La permanenza presso la struttura permetterà di svolgere gli adempimenti necessari affinché il bambino possa ritornare in tempi brevi alla famiglia d’origine o, se non fosse possibile, di essere affidato ad una famiglia idonea.
Al secondo piano dell’edificio sarà ospitata “Casa Gloria”(denominata anche “Comunità ponte”) costituita da tre appartamenti bilocali autonomi.
In queste unità abitative saranno accolte, a fronte del pagamento di un canone simbolico, le madri in difficoltà che stanno affrontando con i loro bambini il difficile percorso di reinserimento dopo un periodo trascorso all’interno di una comunità residenziale, oppure che, pur essendo in grado di gestire il proprio nucleo familiare, si trovano in una situazione di disagio personale ed economico e necessitano di un sostegno. I nuclei mamma-bambino che verranno ospitati a “Casa Gloria” avranno infatti a disposizione anche il supporto di alcuni operatori che li affiancheranno nella corretta gestione del loro rapporto affettivo e che li sosterranno, in una logica di semi autonomia, nel percorso che permetterà loro di affrontare il reinserimento sociale.
Punto di forza della nuova comunità sarà proprio l’esperienza condivisa di tre enti che si occupano già di minori: la Provincia di Varese con la sua attività di gestione della propria Comunità alloggio, le Fondazioni Malfatti e Nidoli, con la loro attività pluriennale che le ha portare ad ideare una gamma di servizi diversificati e integrati che verranno erogati dalla struttura che sta sorgendo a Gavirate.
Una delle caratteristiche del progetto è infatti la costruzione di un percorso integrato che offrirà un’opportuna risposta alle diverse problematiche che possono essere riscontrate all’interno dei nuclei familiari. La stretta relazione con alcune strutture già presenti sul territorio ( come la Casa di accoglienza operante a Cittiglio) consentirà infatti di ampliare l’offerta di servizi, garantendo un sostegno continuo e strutturato nelle diverse fasi che caratterizzano il raggiungimento dell’autonomia quantificabile in media in circa 1 anno.
Il Centro Polifunzionale di Gavirate accoglierà, in via prioritaria i bambini residenti nella provincia di Varese, stipulando direttamente con la Provincia e/o con i Comuni della Provincia le singole convenzioni per le relative rette nella comunità alloggio.
“L’integrazione delle diverse strutture presenti nel Centro Polifunzionale, con le conseguenti economie di scala e la collaborazione tra pubblico e privato” ha precisato il vicepresidente della Provincia De Wolf, “permetterà di abbattere i costi di gestione e conseguentemente di ridurre in maniera significativa anche le rette a carico dei Comuni. Questo consentirà di ampliare il numero delle famiglie in difficoltà che potranno usufruire dei nostri servizi, ma anche di ridurre i costi a carico della collettività legati alla gestione di queste strutture”.
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