«Troppi cantieri irregolari, la sicurezza si sta allentando»
Dopo i gravi fatti di cronaca avvenuti nei cantieri edili Simona Ghiraldi, segretario provinciale di Fillea, fa un quadro generale della situazione in provincia
Sette denunce a piede libero per sfruttamento del lavoro clandestino e mancato rispetto delle norme di sicurezza, in un cantiere edile a Cavaria. Un operaio morto in autostrada, sempre all’altezza di Cavaria in uno spaventoso incidente stradale. Solo due giorni fa un operaio gravissimo per la caduta da una betoniera. L’elenco potrebbe proseguire, rimpiendo pagine di cronaca.
La situazione del comparto edile è preoccupante per quanto attiene al rispetto delle norme di sicurezza.
I controlli delle forze dell’ordine si susseguono, quelle dei sindacati anche, ma, come ci spiega Simona Ghiraldi, segretaria provinciale della Fillea Cgil «è difficile monitorare i cantieri, troppo spesso non ci mostrano i documenti che chiediamo, altrettanto spesso c’è una cortina di omertà che impedisce di chiarire le situazioni. Sono soprattutto i cantieri dati più volte in subappalto ad essere più difficili da controllare: quando mancano i soldi per finire il lavoro o il periodo è poco favorevole, e l’estate è uno di questi periodi, si provvede a tagliare su sicurezza e “materiale” umano».
La risposta del sindacato non è la repressione: «È ovvio che l’intervento dei carabinieri serve – continua la Ghiraldi -, ma per un cantiere che viene trovato irregolare ce ne sono tanti altri che navigano nell’irregolarità. Bisognerebbe avviare un processo di responsabilizzazione attraverso controlli seri e frequenti. Noi stiamo provando con il nostro comitato paritetico per la sicurezza, lavorando con i datori di lavoro e i lavoratori stessi per promuovere una politica che porti a posti di lavoro sicuri. L’obiettivo è quello di arrivare a 1500-1800 controlli annuali, anche il sabato e anche nelle imprese più piccole. I tempi dell’ispettorato del lavoro sono troppo lunghi: si parla di aumenti di ispettori, mi auguro che anche a Varese arrivino più uomini per controllare meglio i tanti cantieri irregolari della provincia».
Il panorama non è limpido: secondo il sindacato su circa 7 mila lavoratori regolari iscritti alla cassa edile, ce ne sono almeno 2 o 3 mila regolari non iscritti e altrettanti irregolari, e quindi incontrollabili. «L’impressione è che ci sia un allentamento del livello di guardia – prosegue la Ghiraldi -. Ci sono sempre più imprese che fanno lavorare irregolari, mentre al contrario crescono le imprese che si regolarizzano: l’unica strada è quella che porta ad un documento unico sulla regolarità contributiva con l’obbligo di iscrizione a Inps, Inail e Cassa edile anche per gli appalti privati. Fortunatamente siamo riusciti a rimandare al mittente l’ipotesi di testo unico sulla sicurezza proposto dal Governo, che avrebbe minato numerose certezze del nostro comparto. La strada da fare è lunga, è indispensabile l’aiuto degli addetti ai lavori».
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