Vacanze, figli e libri
Perché i ragazzi di oggi ai classici della letteratura preferiscono le avventure di Geronimo Stilton?
Sul bordo della piscina si vede l’aria tremolare un po’. Niente di strano in una calda giornata estiva. In acqua tanti bambini se la godono in rumorosa beatitudine con la compagnia complice e benevola di qualche adulto che li sorveglia molto da vicino, per profittare dell’acqua fresca.
Ad un tratto una ragazzina esce dall’acqua, corre ad afferrare un asciugamano, si infila le ciabattine infradito e, con aria compiaciuta, si sdraia al sole con un libro in mano. Dopo un istante si percepisce che il mondo intorno è scomparso, è rimasta sola, assorbita dalla lettura.
Interessante, mi dico, cosa starà leggendo? Con aria indifferente mi avvicino e, grazie al fatto che tiene il volume sollevato a ripararsi dal sole, riesco a leggere il titolo:”Gli amici di Nicola” di Sempé e Goscinny. Perbacco, lo conosco, è un bel libro!
Intanto Goscinny è il geniale autore di Asterix, insieme ad Uderzo, e poi anche Sempé è un ottimo umorista. Il libro è divertente, ben scritto e le storie che contiene non sono per nulla banali. E brava ragazzina, guarda un po’ in vacanza che sorprese puoi avere.
Se penso alla fatica di tanti per far leggere un libro ai propri figli mi viene da chiedermi qual è la ricetta che un genitore deve seguire per poter assistere ad una scena così, interpretata dal proprio figlio.
Lo so a priori, la ricetta non esiste, almeno non ne esiste una sola, ma proviamo ad immaginare di amare la lettura e di praticarla insieme ai nostri cuccioli, di leggere loro quando possiamo, magari la sera prima di dormire, qualche pagina adatta alla loro età, fiabe se son piccoli, qualche racconto o romanzo se più grandicelli, spieghiamo loro le parole complicate, i concetti difficili, lasciamo che ci interrompano con qualche domanda, trasformiamo la lettura in un piccolo rito.
Pare che funzioni, chi lo fa ne viene gratificato.
D’altra parte funziona così per tutto: chi di voi la Domenica va a messa? A me non capita più da tanto, da quando mi chiesi perché dovevo andarci solo io, lasciando anche cento lire per la questua, mentre gli augusti genitori, che tanto insistevano sulla mia partecipazione alle funzioni, restavano a casa. Iniziai a spendere le cento lire per un gelato mentre osservavo la partita di calcio sul campo dell’oratorio. Divertente, godereccio e privo di sensi di colpa.
Cosa leggere, o consigliare di leggere, è meno semplice; se, quando sono piccoli, ve la potrete cavare agevolmente con le fiabe classiche (e non abbiate timore se sono un po’ truculente, va bene così, esorcizza le paure), quando saranno più grandi dovrete fare delle scelte; per esperienza diretta attenti ai classici! Jules Verne, Mark Twain, Emilio Salgari, Robert Louis Stevenson rappresentano per noi genitori il “non plus ultra” della letteratura per ragazzi, ma sono difficili. Precisamente difficile è il linguaggio con cui sono scritti, sono libri che, spesso, dimostrano la loro età e risultano di difficile comprensione per dei bambini, o ragazzi, che vivono una vita legata ad altri ritmi, ad altri linguaggi.
Non abbiatevene a male se, dopo qualche pagina de “L’isola del tesoro”, vedrete ciondolare i capini ed abbassarsi le palpebre. Sospendete la lettura e provate Roald Dahl, Bianca Pitzorno, Roberto Piumini, Daniel Pennac e, perché no?, la mitica J.K. Rawlings di Harry Potter. Oppure i racconti ed i romanzi brevi di Gianni Rodari (mai letto “La Freccia Azzurra” o “C’era due volte il Barone Lamberto”?) e gli splendidi romanzi di Astrid Lindgren, la creatrice di Pippi Calzelunghe.
I risultati saranno sorprendenti, non vi ricresceranno i capelli perduti ma i vostri infanti torneranno a dare segni di vita, ed i classici, con il loro linguaggio un po’ demodè, verranno a seguire.
Provare per credere, e buona estate a tutte/i.
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