Tra protagonisti e scandali, via al Festival
È partita la gara tra i 18 film in lizza per il Pardo d'oro. Tra i favoriti l'italiano "La guerra di Mario" di Antonio Capuano con Valeria Golino
Si è aperta ieri con il film iraniano “Stiamo tutti bene” di Bizhan Mirbaqeri la competizione del 58° festival di Locarno. Il tema guida di quest’anno è la ricerca di nuovi stili, uno sguardo diverso sulla realtà ricco di curiosità per le innovazioni e le culture. 18 i film in concorso per il Pardo d’oro e per gli altri premi assegnati dai 7 giurati (per l’Italia l’artista Valerio Adami che firma il manifesto di quest’anno e il creatore delle luci Vittorio Storaro). I registi arrivano da Francia, Spagna, Gran Bretagna, Germania e Italia, oltre a paesi da sempre ospitati dal Festival locarnese come l’India, l’Iran, il Giappone. Oltre a questi un paio di autentiche sorprese, come i due film del Quebec canadese e il Libano.
Tra i favoriti il film che vede protagonista l’italiana Valeria Golino, “La guerra di Mario”, del napoletano Antonio Capuano. A dare battaglia l film made in Italy principalmente due pellicole: l’autro-tedesco “Keller”, di Eva Urthaler, che si avvale della fotografia d’autore di Alfio Contini e “Face addict”, del ticinese Edo Bertoglio. Gli esperti danno per favoriti “Venerdì o un altro giorno” del belga Yvan Le Moine e “Fratricidio” del curdo Yilmaz Arslan. Farà parlare di sé e darà quel pizzico di colore in più che non guasta mai e che fa pubblicità lo spagnolo “20 centimetri”, opera prima di Ramon Salazar.
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