Aria di derby per l’editoria varesina
Una forte contrapposizione in famiglia, se possiamo definire famiglia la galassia dell’area politica moderata del Varesotto, per di più nel segno della comune difesa dei valori cristiani e di quelli che sono cardine delle tradizioni e della cultura della gente lombarda.
A mio giudizio questi sono due elementi che concorreranno a caratterizzare il duello editoriale tra la Prealpina e la Provincia di Varese, il nuovo quotidiano di proprietà begamasca da oggi presente nelle edicole del nostro territorio.
Bergamo è al secondo massiccio approdo nel Varesotto: anni or sono mandò i banchieri che acquisirono il Credito Varesino, oggi sono gli editori a sbarcare e lo fanno da competitori finanziariamente ancora più forti avendo il clan orobico il controllo della BPU.
Bergamo è terra di tradizione cattolica da sempre rappresentata e difesa magistralmente da un quotidiano, L’Eco, che a lungo ebbe un mitico direttore, monsignor Spada. E la formula vincente dell’Eco è stata esportata a Como, Lecco e Sondrio con le rispettive edizioni della Provincia. A Varese oggi si completa una ”pedemontana dell’informazione” , decisamente strategica in vista di futuri assetti politici del Nord Ovest lombardo ovvero di una realtà economica protagonista nel mondo.
Bergamo ci ha dato un papa indimenticabile come Giovanni XXIII. Varese è storicamente un importante riferimento non solo per la diocesi di Milano, la più grande del mondo, ma per la Chiesa: ha avuto infatti protagonisti della santità e proprio negli ultimi decenni alla grande comunità cattolica la città ha regalato veri pilastri della gerarchia ecclesiastica, come un cardinale e vescovi e un arcivescovo gigante, don Pasquale Macchi, che fu segretario di Paolo VI. Non ci sarà allora guerra di religione tra i due giornali semmai pià spazio e attenzione per valutazioni e approfondimenti su temi e problemi che molti vorrebbero diversamente affrontati.
Varese è ancora una roccaforte ciellina e Formigoni è sembrato leader politico addirittura conteso dai più importanti mass media cittadini, Prealpina compresa . Una situazione che diventa interessante per gli osservatori neutrali dal momento che al direttore della Provincia vengono attribuite simpatie per il movimento creato da don Giussani , ma che al tempo stesso Michele Brambilla, una delle migliori espressioni del giovane giornalismo nazionale, nella direzione della Provincia di Como ha dimostrato grande equilibrio e rispetto verso tutti i suoi interlocutori.
Tra i due quotidiani non ci sarà battaglia ideologica, ma solo confronto editoriale. Per tutti i giornalisti, anche per quelli delle altre testate, questo singolare derby è una opportunità per crescere.
Alla Provincia di Como nel 1963 io sono diventato giornalista professionista qualche mese prima di trasferirmi alla Prealpina.
Due esperienze positive che appartengono al passato e che non condizionano il mio presente.
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