Da Casbeno una quaterna irresistibile
La festa della castellanza ha riscosso un notevole successo nonostante il tempo. L'oracolo di Delfi propone per l'avvenimento una previsione
1-10-35-50: da Casbeno una quaterna irresistibile
Il dissenso, nei confronti delle tre estrazioni settimanali, mi aveva indotto ad un volontario esilio nell’amatissima Delfi. Ora, dopo aver riabbracciato i miei amici aritmetici-ca-balistici, il primo impatto con la realtà varesina è stato molto gradevole ( e preferisco sorvolare sul viso del premier, ritratto accanto ad un suo fido portavoce, cos che le dimensioni di una sua foto doppiavano l’immagine dell’io narrante-adorante in video). Per mia fortuna, Vito epigono della scuola ca-balistica, mi conduce in una delle castellanze più calde di questa città: il cuore generoso di Casbeno si manifesta attraverso mille volti (1-10) – e il doppio di braccia (20) – con un nome ed una storia. Così come non è possibile provare ad elencare tutti i protagonisti, senza correre il rischio di dimenticare qualcuno, risulta altrettanto difficile descrivere le molteplici attività che sono state alla base del successo di “Casbeno insieme”. La manifestazione “laica”, spumeggiante intensa e straripante per partecipazione e diversificazione dei centri d’interesse, domenica mattina, si è saldata con un momento particolarmente toccante della Celebrazione Eucaristica. La memoria di Don Cesare, per vent’anni (20), qui, parroco, la gratitudine della Comunità che in occasione dei cinquanta (50) anni di sacerdozio, lo invita a ripercorrere un pezzo di storia locale e poi, a conclusione della messa, un sentimento analogo, dimostrato nei confronti di Don Peppino, trentacinque (35) anni di sacerdozio, di cui dieci (10) trascorsi al servizio della parrocchia San Vittore Martire.
80-81-83-20-27: una cinquina per sbancare Torino.
C’è un metodo sicuro per sbancare il lotto: non giocare. Ma se proprio vi siamo costretti, vediamo di non sbilanciarci troppo. Primo: evitare con cura di inseguire i ritardatari, chi sale su quel treno rischia di dover saltare quando la velocità si è fatta eccessivamente alta. Secondo: stabilire un limite (massimo due euro) da non superare. Detto ciò, gli aritmetici-cabalistici, rifuggono l’idea di giocare numeri di targa, ricorrenze date e così via, perché inseguendo le varie ipotesi, le giocate lievitano. Eppure, richiesto da me, Vito non si è sottratto, coinvolgendo anche Dante l’atarassico. Hanno srotolato il papiro del 110 (per i 110 anni della ricorrenza dell’ampliamento della chiesa): ambo 20-83+1-10-80-81. Dante mi ha confidato che l’estate appena trascorsa è stata densa di successi, manca soltanto l’ambo 80-81, a Torino. E visto che ci siamo, poiché si tratta di un segreto lo rivelo a tutti. Torino: ritardatario 80; ambo diretto 80-48; ambo derivato 48-74; terzina integrale 80-48-74; quartina su tutte 6-48-74-80; la cinquina da Torino 80-81-83-27-72 (+20) verso la ruota nazionale e tutte.
Mentre discorriamo, giungono Tony Cassandra e Peppino-tutteruote. Di Cassandra parla il nome, di Peppino sappiamo che è la nostra mascotte (fra pochi mesi compirà ottant’ anni – 80) e portafortuna.
Del senno di poi sono piene le fosse. Dal successo di Beppeacolpo e di Dante l’atarassico ai lamenti dell’IncontentabilEvaristo.
Non abbiamo avuto il tempo di illustrare le stelle fisse di Dante l’atarassico su Bari: ambi 62-65; 62-45 e 62-90. Cosicché sabato scorso sortisce a Bari l’ambo 62-90 e fa terno non con 65, ma con il suo vertibile 56. Un altro colpo del nostro Dante: bravo! Giocate più spettacolari, ma meno efficaci quelle di Beppe acolpo, che trovandosi a sciogliere il dilemma del 70, capogioco a Napoli e Palermo, tra le varie opzioni (70-71, 7-70, 70-17) ha azzeccato il pronostico 70-71, centrando persino le posizioni! 71 primo estratto, 70 secondo estratto: irripetibile! Chi non trova pace è l’IncontentabilEvaristo. In una serata di grandi successi, lamenta che siano stati trascurati gli abbinamenti al 33 su ruota di Venezia, ma non si può giocar tutto. In riva alla laguna sboccia una cinquina formidabile con 21-30-37-39. E’ vero gli aritmetici cabalistici avevano più volte provato il 21-30-33-37 su cinque numeri, dove i 30 centesimi valgono settemila euro. Ma questo è il gioco del lotto. Semmai gli insegnamenti da trarre sono due. Chi si tiene basso nelle giocate, la sera dorme sonni tranquilli e non ha l’ansia di andare a vedere i risultati delle estrazioni. E il secondo, se i numeri ci sono nei primi cinque va bene, diventando quasi inutile una ricerca di cinquine o quaterne su dieci numeri. Beppe acolpo ha provato l’accoppiamento di altri 8 numeri al 70-71 ma si è dovuto accontentare (si fa per dire) dell’ambo secco. La fuoriuscita del 39 a Venezia come 5° numero della cinquina non era stata mai presa in considerazione dagli aritmetici cabalistici – i quali in qualche occasione avevano accoppiato il 36 – malgrado avessero individuato gli altri quattro numeri.
CONCLUSIONI: Cagliari e tutte 17-34+71-35-70 (in panchina 6-7-48-74), Torino 80-81+6-8/48-51-78-84/83-20-27-72. Milano 7-80-82/52-14.
Chi vive sul campo emozioni ed esperienze lascia un ricordo indelebile di sé, per quanto possa concedere la natura umana.
L’ esempio di Don Angelo Del Frate che, con tenacia e perseveranza, persegui l’ampliamento ed il completamento della chiesa parrocchiale è ancora vivo, se lo ricordiamo a 110 anni di distanza. Ed è stato commovente dopo più di un secolo andare a rileggere assieme a tutta la comunità, la preghiera composta da “Don Del Frate” in quella occasione. Adesso ci spieghiamo perché i ragazzi di Casbeno, stanchi dopo le fatiche della festa, conservavano ancora la voglia di sorridere e si ripromettevano che avrebbero ricominciato da subito a preparare l’edizione del prossimo anno.
Nella mia professione di laico mi è accaduto di stimare le persone impegnate a favore degli altri, sia se avessero una matrice religiosa sia se fossero mossi da mera filantropia; ed ho apprezzato la letteratura che ha fede nella “Provvidenza”. In questa storia di Don Del Frate ci si imbatte quasi per caso sia nella Provvidenza, sia in San Carlo Borromeo. E mi è venuto alla mente come più volte avessi voluto richiamare in questa rubrica il profilo che Alessandro Manzoni traccia del Cardinale Federico Borromeo. E’ un’ immagine che non dimentico, la vita di un uomo paragonata ad un ruscello che sgorgato limpido dalla roccia, dopo tanti percorsi, limpido va a gettarsi nel fiume. Questo l’augurio che mi sentivo di fare in chiesa a quei due giovani sacerdoti che sedevano accanto a Don Peppino, 35, e Don Cesare 50, anni di sacerdozio.
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