È morto Simon Wiesenthal
Dopo una vita spesa nella ricerca della verità, il ‘cacciatore di nazisti’ si è spento oggi nella sua abitazione di Vienna. Aveva 96 anni
Lo chiamavano ‘il cacciatore dei nazisti’: in sessanta anni di attività, prima da solo poi a capo del centro Simon Wiesenthal, ha contribuito al processo di 1100 criminali nazisti. Ad animare la sua battaglia contro le stragi dell’Olocausto non il desiderio di vendetta, bensì la sete di giustizia.
Nato il 31 dicembre del 1908 a Buczacz (all’epoca in Polonia, oggi in Ucraina), Wiesenthal esercitò per breve tenmpo la professione di architetto prima di essere travolto dall’invasione delle truppe naziste, che l’avrebbe condannato ad un infernale calvario tra campi di concentramento (prima di essere liberato a Mathausen il 5 maggio 1945 dalle truppe alleate, passò per ben tredici campi di sterminio). Finita la guerra collaborò con l’OSS (precursore della CIA) nella raccolta di documenti utili al processo di Norimberga; in seguito, rendendosi conto che in molti erano i nazisti ancora rimasti impuniti, con un gruppo di amici fondò a Linz (in Austria) il Centro di Documentazione Ebraica, andando avanti nella ricerca dei criminali nazisti.
«Simon Wiesenthal era la coscienza dell’Olocausto» ha detto il rabbino Marvin Hier, direttore e fondatore dell’ Organizzazione per i diritti umani a lui dedicato, «quando nel 1945 l’Olocausto finì e il mondo intero tornò a casa per dimenticare, lui fu l’unico a voler ricordare. E non dimenticò mai. Divenne il rappresentante permanente delle vittime, determinato a portare di fronte alla giustizia gli autori del più grave crimine della storia. Quell’incarico non gli fu conferito da alcun capo di stato o primo ministro: semplicemente si assunse un compito che nessuno voleva». Un compito che lo tenne per anni a esaminare con puntiglio e determinazione i documenti della burocrazia del Terzo Reich, perché finalmente giustizia fosse fatta: tra i suoi successi più clamorosi l’arresto di Adolf Heichmann, lo stratega della ‘soluzione finale’.
Il centro intitolato a Simon Wiesenthal, fondato nel novembre del 1977, conta oggi almeno 400 mila iscritti e si dedica alla memoria dell’Olocausto, alla tutela dei diritti umani e alla difesa del popolo ebraico, oltre ad interessarsi ai problemi di attualità. «Nella mia vita» ebbe a dire Wiesenthal, «ho ricevuto molti premi e molti onori che moriranno con me. Ma il centro Simon Wiesenthal continuerà a vivere e sarà il mio lascito». Perché nessuno di noi dimentichi.
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