I.net punta al rilancio con acquisti e sicurezza
L’azienda, specializzata in servizi internet, ha una nuova struttura e idee per raddoppiare il fatturato
È costata quasi 28 milioni di euro la nuova web farm costruita da I.net alle porte di Milano: un palazzo dotato di sistemi di sicurezza degni di nota. 70 telecamere controllano l’interno e l’esterno di questo bunker di cemento armato dove trovano posto i migliaia di server. E proprio la sicurezza delle reti è il cuore dell’attività di I.net, controllata da British telecom (Bt), e da oltre dieci anni è il primo Aip italiano (Application infrastructure provider): la gestione della connettività, il monitoraggio del traffico internet e i servizi di web farming soddisfano già molti clienti istituzionali come la Presidenza della Repubblica o la Borsa (questo stesso articolo è “erogato” da un server in della struttura I.net).
Enrico Casini, amministratore delegato di I.net, ha illustrato il piano di rilancio forte dei dati che parlano del bilancio in crescita del 22% in un triennio e della nuova web farm come occasione di nuovo business. Dal sito dell’azienda è già possibile effettuare un virtual tour di questa immensa struttura che viene presentata come la più moderna d’Europa e sarà inaugurata ad ottobre: i cinquemila metri quadrati di sale server permetteranno di raddoppiare la capacità e la clientela. Casini parla di un mercato che punterà, nel prossimo futuro, sulla sicurezza dei dati (anche per via delle nuove leggi in materia) e si fa ottimista sulla possibilità di tornare a produrre utili dopo anni di perdite. Negli ultimi mesi il titolo I.net sul mercato azionario (quotato già dal 2000) è stato molto altalenante per le voci di fusione con un’altra azienta controllata di Bt, Albacom. L’amministratore non si sbilancia e parla di ipotesi riportando l’attenzione sul rilancio: questo sarà affidato anche a nuovi manager capaci di far tornare I.net all’utile già nel 2006.
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