Sul Comitato Antifascista, indietro non si torna
Battibecco in consiglio comunale sulla ricostituzione del comitato antifascista cittadino tra il comunista Antonello Corrado e Ninetto Pellegatta di AN
L’inizio della seduta di Consiglio comunale di ieri sera è stato
caratterizzato da un aspro battibecco tra Antonello Corrado e Ninetto Pellegatta
(AN), dopo che il capogruppo di Rifondazione aveva perorato, ad un anno
di distanza dall’incendio della sede Anpi da parte di ignoti
neofascisti, la ricostituzione di un Comitato Antifascista cittadino.
Pellegatta ha ricordato che il comitato antifascista preesistente è
stato sciolto dal Consiglio comunale in data 21 ottobre 1999, e che i
gruppi consiliari di maggioranza hanno proposto nomi diverso per
l’ipotizzata ricostituzione del comitato, generici o decisamente
provocatori rispetto alla proposta di Rifondazione, dai comitati in
difesa della democrazia a quelli contro il terrorismo comunista e
islamista, (entrambi fenomeni che in città, a differenza del fascismo,
finora non si sono mai visti nè sentiti, ndr). Il consigliere di AN ha
detto chiaro e tondo che, dati i rapporti di forza, la maggioranza può
creare il comitato che più le va a genio. "Non si cancella la storia"
ha affermato Pellegatta: "le lapidi che l’unico vero antifascista qui
presente, Angiolino Castiglioni (presenza immancabile a tutti i
consigli comunali e coscienza storica della città, ndr), custodisce al
tempietto di Sant’Anna, hanno ancora le scritte originali dell’epoca
del regime, che nemmeno lui si sogna di cambiare". Quanto a Corrado, ha
concluso il consigliere, se vuole il comitato antifascista se lo faccia
a casa sua. Sul tema del fascismo e dell’antifascismo questa è la
posizione di Pellegatta: "Ho già scritto due anni fa che se fascismo è
ordine e legalità, Dio, Patria e Famiglia allora sono fascista; se
fascismo è leggi razziali e lager, allora sono antifascista". Un po’
come dire che se Occidente è scienza e progresso, fede, ragione e lavoro siamo
tutti occidentali, se è Dresda e Hiroshima, Abu Ghraib e le dittature
dei colonnelli, non lo siamo più.
caratterizzato da un aspro battibecco tra Antonello Corrado e Ninetto Pellegatta
(AN), dopo che il capogruppo di Rifondazione aveva perorato, ad un anno
di distanza dall’incendio della sede Anpi da parte di ignoti
neofascisti, la ricostituzione di un Comitato Antifascista cittadino.
Pellegatta ha ricordato che il comitato antifascista preesistente è
stato sciolto dal Consiglio comunale in data 21 ottobre 1999, e che i
gruppi consiliari di maggioranza hanno proposto nomi diverso per
l’ipotizzata ricostituzione del comitato, generici o decisamente
provocatori rispetto alla proposta di Rifondazione, dai comitati in
difesa della democrazia a quelli contro il terrorismo comunista e
islamista, (entrambi fenomeni che in città, a differenza del fascismo,
finora non si sono mai visti nè sentiti, ndr). Il consigliere di AN ha
detto chiaro e tondo che, dati i rapporti di forza, la maggioranza può
creare il comitato che più le va a genio. "Non si cancella la storia"
ha affermato Pellegatta: "le lapidi che l’unico vero antifascista qui
presente, Angiolino Castiglioni (presenza immancabile a tutti i
consigli comunali e coscienza storica della città, ndr), custodisce al
tempietto di Sant’Anna, hanno ancora le scritte originali dell’epoca
del regime, che nemmeno lui si sogna di cambiare". Quanto a Corrado, ha
concluso il consigliere, se vuole il comitato antifascista se lo faccia
a casa sua. Sul tema del fascismo e dell’antifascismo questa è la
posizione di Pellegatta: "Ho già scritto due anni fa che se fascismo è
ordine e legalità, Dio, Patria e Famiglia allora sono fascista; se
fascismo è leggi razziali e lager, allora sono antifascista". Un po’
come dire che se Occidente è scienza e progresso, fede, ragione e lavoro siamo
tutti occidentali, se è Dresda e Hiroshima, Abu Ghraib e le dittature
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