Finanziaria, gli enti locali affilano le armi
Atteso l’incontro tra regioni, comuni, provincie e governo. Fiorni (Luinese): «Pericoloso risparmiare tagliando sulla montagna»
E se la Finanziaria 2006 rappresentasse un colpo di spugna sulle comunità montane? Gli enti di “secondo livello”, composti cioè da rappresentanti dei consigli comunali in particolari zone montuose della penisola rischiano: l’ipotesi è quella che darebbe per imminente la scelta di tagli alle spese dello stato, facendo quindi ricadere la mannaia proprio su questi enti. L’appuntamento è per domani, 26 ottobre, a Roma, dove Conferenza delle Regioni, Anci (l’associazione nazionale dei comuni italiani) Upi (l’Unione delle Province d’Italia), Uncem (l’unione nazionale dei comuni e delle comunità montane) si troveranno insieme per protestare contro le misure della Finanziaria 2006 che tagliano il Fondo per le politiche sociali fino al 50%, “impedendo agli enti locali di garantire ai cittadini servizi sociali programmati sul territorio e rivolti alle fasce sociali più deboli, alla famiglia, agli anziani, ai minori, ai disabili”, come hanno fatto sapere sull’agenzia helpconsumatori. Questi enti hanno inoltre richiesto al governo un incontro a breve per discutere della questione. Preoccupato della questione Silvio Fiorini, presidente della comunità montana valli del Luinese e alla guida dell’Upel – Unione provinciale enti locali – che commenta così la questione: «Mi pare che ogni anno quando giunge il periodo dell’approvazione della Legge Finanzairia si arrivi sempre a parlare di tagli e di cancellazioni di trasferimenti. La questione è un’altra: chi si farà carico delle migliaia di disoccupati costitutiti dai dipendenti delle comunità montane che rimarrebbero senza lavoro? E, ancora più drammaticamente: chi gestirà i fondi destinati alla montagna e quindi gli interventi per il mantenimento del territorio? Tutte domande che verranno risolte a bocce ferme quando verrà risolto il nodo del Governo sugli enti locali. Aspettiamo l’incontro con palazzo Chigi, che si terrà a giorni»
Nel frattempo la preoccupazione sull’ipotesi di cancellazione delle comunità montane riguardano le diverse parti politiche anche in Lombardia. I consiglieri regionali dell’UDC Mario Scotti e Gianmarco Quadrini intervenendo in merito all’eventuale cancellazione nella Finanziaria del ruolo istituzionale delle Comunità Montane ribadiscono la loro assoluta contrarietà e chiedono al Presidente della Regione Lombardia ed ai parlamentari lombardi un impegno comune per difendere e valorizzare ulteriormente questi enti. “Le Comunità Montane – affermano Scotti e Quadrini – rappresentano un validissimo ed insostituibile strumento di tutela e prevenzione del territorio montano che rischierebbe, al contrario seri problemi di spopolamento con gravi conseguenze anche di carattere idro–geologico ed ambientale”.
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